Con il rischio di bloccare oltre un miliardo di investimenti nel Paese, il settore delle bevande analcoliche torna a rivolgersi alle istituzioni affinché si risolva la questione della
Sugar Tax. E’ quanto è emerso a Roma all’incontro ‘ Investire nella crescita: perchè superare la Sugar Tax e nuove tasse’, promosso da
Assobibe.
“Da quasi sette anni viviamo sotto la spada di Damocle di una tassa mai davvero entrata in vigore, ma sempre dietro l’angolo – ha dichiarato
Giangiacomo Pierini, Presidente di ASSOBIBE – Questa incertezza prolungata, in un contesto già segnato dall’esplosione dei costi a carico delle imprese e da una inflazione in costante aumento, ha inevitabilmente frenato la crescita: oltre 1 miliardo di investimenti che le imprese potrebbero dedicare a innovazione, nuovi impianti e occupazione per il Paese sono bloccati, con un impatto diretto sullo sviluppo di altre filiere a noi vicine. Non possiamo più permetterci ulteriori rinvii: il tempo per decidere è arrivato, non solo per il nostro Settore, ma per l’intero sistema economico del Paese e la sua attrattività. Chiediamo oggi alle Istituzioni un impegno definitivo per la cancellazione dell’inutile Sugar tax, non la sua nona proroga”.
L’incontro è stato un momento di confronto, durante il quale l’associazione di
Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, ha riunito istituzioni, forze politiche e imprese per analizzare gli impatti economici e sociali di una misura che rischia di generare ulteriore incertezza per il Settore e l’indotto.
Secondo il Direttore del Centro Studi di Confindustria,
Alessandro Fontana, “l’escalation della guerra nel Golfo, i rincari dell’energia e di alcune commodity, la crescita dell’inflazione – arrivata al picco dell’anno pari al 3,3% – che incide sul potere d’acquisto delle famiglie e il doppio aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto ciascuno, freneranno l’economia italiana nei prossimi mesi, nonostante una revisione al rialzo delle stime di crescita sul 2026, arrivate intorno allo 0,8% dallo 0,5% di aprile. È cruciale allentare la pressione su imprese e famiglie anche eliminando Sugar e Plastic tax”, ha concluso.
Negli ultimi anni lo zucchero immesso in consumo dalle aziende del comparto è stato
ridotto del 44%, mentre le varianti senza zucchero sono cresciute a un ritmo 7,5 volte superiore rispetto alle versioni regular. Un percorso che ha trovato un ulteriore tassello lo scorso luglio, con la firma del Protocollo d’intesa tra ASSOBIBE e il
Ministero della Salute, che rafforza la collaborazione tra istituzioni e imprese sul monitoraggio dei consumi, l’informazione al consumatore, l’offerta calorica e il marketing responsabile verso i più giovani. Un modello che conferma come il dialogo e la responsabilità, e non la leva fiscale, siano gli strumenti più efficaci per accompagnare il cambiamento.
L’introduzione della Sugar tax comporterebbe inoltre, un aumento della fiscalità del 28% su ogni litro prodotto, con una contrazione delle vendite secondo le stime di NOMISMA, stimata al 16% nel biennio successivo alla sua entrata in vigore. Un effetto che si tradurrebbe in un taglio del fatturato del 10% e in una contrazione di attività e investimenti del 12%. A risentirne sarebbe anche l’indotto, con un calo negli acquisti di materie prime superiore a 400 milioni di euro, mentre sul fronte occupazionale sarebbero
a rischio oltre 5.000 posti di lavoro. Un paradosso si registrerebbe inoltre sul fronte fiscale: a fronte del nuovo prelievo, il mancato gettito IVA legato al calo dei consumi arriverebbe a 275 milioni di euro, ridimensionando in parte l’obiettivo stesso della misura.
"