Milano 17:35
49.071 -0,03%
Nasdaq 19:47
29.569 +0,13%
Dow Jones 19:47
52.504 +1,04%
Londra 17:35
10.733 -0,29%
Francoforte 17:35
25.304 -0,06%

Welfare, Italia 2026: spesa record e nuove sfide per il sistema italiano

La filiera del welfare nel 2024 in Italia vale circa 374 miliardi di euro e dà lavoro a 5,1 milioni di persone

Economia
Welfare, Italia 2026: spesa record e nuove sfide per il sistema italiano
(Teleborsa) - Si è svolto oggi a Roma, presso le Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia, il Forum "Welfare, Italia", dal titolo "Il welfare in Italia e in Europa tra valore identitario e fattori di crescita", durante il quale è stato presentato il Rapporto 2026 del Think Tank promosso da Unipol in collaborazione con TEHA Group, con il contributo di un Comitato Scientifico presieduto da Giuseppe Guzzetti e composto da Giuseppe Curigliano, Veronica De Romanis e Stefano Scarpetta.

In un contesto caratterizzato da una crescente pressione demografica, vincoli di finanza pubblica e profonde trasformazioni tecnologiche, il welfare assume un ruolo strategico, come leva di sviluppo, occupazione e crescita.

La spesa per il welfare supera i 692 miliardi di euro

Nel 2025, la spesa per il welfare raggiunge 692,8 miliardi di Euro, pari al 60,0% della spesa pubblica nazionale: un valore record, con una composizione ancora fortemente orientata alla previdenza. Nel 2037 potrebbe superare i mille miliardi.

La previdenza assorbe il 49,5% della spesa. Nel confronto europeo, l’Italia destina alla previdenza il 16,3% del PIL, contro il 12,5% della media dell’Eurozona, mentre la spesa per sanità, politiche sociali e istruzione resta inferiore alle rispettive medie europee.

Pressione demografica in aumento: nascite ai minimi storici (355mila nel 2025) e minore disponibilità di forza lavoro

Nel 2025 la popolazione italiana si è attestata a 58,9 milioni di abitanti, con le nascite al minimo storico di 355mila. La popolazione in età lavorativa potrebbe ridursi di 3,6 milioni entro il 2040 e di 6 milioni entro il 2050, con possibili ripercussioni sul PIL.

Persistono inoltre forti divari territoriali nell’accesso ai servizi. Nel Mezzogiorno si registrano 19,3 posti nei servizi educativi per la prima infanzia ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, contro i 37,9 del Nord e i 40,4 del Centro.

Intelligenza Artificiale e competenze: nuove opportunità per aumentare la produttività e migliorare la qualità dei servizi di welfare, ma resta prioritario colmare i divari formativi

L’Intelligenza Artificiale può contribuire a migliorare produttività ed efficacia del welfare, con guadagni potenziali del 19,6% nella sanità e del 21,9% nell’istruzione. Restano tuttavia da colmare i divari formativi: il 37% degli adulti presenta bassi livelli di alfabetizzazione e solo il 10,8% partecipa alla formazione continua.

Il welfare è un pilastro dell’identità sociale dell’Italia e dell’Europa e un motore di crescita economica per il Paese

In Italia, il welfare si conferma anche una filiera strategica per l’economia nazionale: nel 2024 ha coinvolto oltre 458mila enti pubblici e privati, profit e non profit, impiegato 5,1 milioni di occupati e generato circa 374 miliardi di euro di valore della produzione. Rispetto al 2023, sulla base dei dati ricalcolati secondo la metodologia aggiornata, la filiera registra una crescita di oltre 13mila enti e 344mila occupati, accompagnata da un incremento del 15% del valore della produzione.

Il Think Tank propone di valorizzare la longevità attraverso servizi per l’assistenza, la prevenzione e l’autonomia dei senior, e di sostenere le nuove generazioni con investimenti in formazione, occupazione di qualità e indipendenza economica. La filiera dedicata agli over-65 genera 130,7 miliardi di euro di ricavi, mentre la cosiddetta Youth Economy, riferita agli under-35, ne genera 114,9.

Il Welfare Italia Index 2026 evidenzia una riduzione dei divari regionali, ma permangono forti differenze nella capacità dei sistemi di welfare di rispondere ai bisogni sociali

Sviluppato dal Think Tank nel 2020, il Welfare Italia Index monitora la capacità di risposta dei sistemi regionali attraverso 22 KPI (Key Performance Indicator), considerando sia la spesa sia i risultati che questa produce negli ambiti delle politiche sociali, della sanità, della previdenza e della formazione.

Nel Welfare Italia Index 2026, l’amministrazione territoriale con il punteggio più elevato resta la P.A. di Trento (83,9 punti), seguita dal Friuli-Venezia Giulia (79,3) e dalla P.A. di Bolzano (77,6). Nella parte inferiore della classifica si collocano Campania (65,8), Calabria (64,7) e Basilicata (64,3). L’edizione 2026 conferma le differenze territoriali, ma evidenzia una riduzione della distanza tra il punteggio più alto e quello più basso: rispetto al 2025, il divario diminuisce circa del 3,4%, raggiungendo 19,6 punti.

Il Forum è stato aperto dal messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, moderato da Antonio Polito e ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese. L’evento è stato patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Condividi
```