Milano 17:35
49.644 +1,17%
Nasdaq 22:00
29.823 +1,13%
Dow Jones 22:04
52.856 +0,69%
Londra 17:35
10.753 +0,19%
Francoforte 17:35
25.645 +1,35%

Autotrasportatori, Urso: "Ogni forma di protesta è stata sospesa"

Restano "presìdi e blocchi sporadici", dagli autotrasportatori la richiesta di rimuoverli.

Economia
Autotrasportatori, Urso: "Ogni forma di protesta è stata sospesa"
(Teleborsa) - Rispondendo ad un'interrogazione alla Camera sulla volontà del governo di introdurre un "price cap dinamico" per fermare la corsa dei prezzi dei carburanti e la protesta degli autotrasportatori nel Mezzogiorno, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha fatto sapere che "le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni dell'autotrasporto e ogni forma di protesta è stata sospesa".

Restano però "presìdi e blocchi sporadici" di cui le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno chiesto la rimozione con un comunicato congiunto, "ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il Paese dopo la riapertura del dialogo". Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno e dai consumatori.

Il ruolo del Viminale

Il ministero dell'Interno, ha riferito Urso, "sta procedendo alle identificazioni anche ai fini di rimuovere i presìdi, impedendo il passaggio dei soli camion e lasciando transitare le automobili". Il ministro ha ricordato che "comunque configura un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive", e ha definito "significativo, emblematico" che siano gli stessi trasportatori a chiedere al Viminale di far rimuovere i blocchi.

La richiesta delle associazioni

Dopo l'incontro di ieri a Milano con il ministro Salvini, le associazioni degli autotrasportatori dell'Albo (Anita, Cna/Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Unatras e Assotir) hanno chiesto "con urgenza un intervento deciso e immediato" del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per rimuovere i presìdi che "da giorni stanno bloccando il Sud, con impatti ormai non più sostenibili" per il comparto e per gli approvvigionamenti.

"Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile", sostengono, dopo che il governo "ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti" per riconoscere liquidità immediata alle imprese. Le associazioni ribadiscono che il confronto è "l'unica strada possibile" e che le proteste con blocchi stradali e minacce, oltre a non produrre risultati, danneggiano la categoria "anche nell'immagine" e aggravano la situazione economica.

Le misure sul tavolo

Il ministro Urso ha ricordato che al tavolo di ieri il governo si è impegnato "a sbloccare oltre 1 miliardo di euro": "434,8 milioni già stanziati per compensare i maggiori costi del gasolio" e "circa 590 milioni per il rinnovo dei mezzi", con il decreto attuativo "in corso di perfezionamento con il Mef". Il credito d'imposta "copre fino al 70% della maggiore spesa rispetto al prezzo di febbraio, anche sul mercato extra rete", su circa 31.000 domande per marzo-agosto, e un nuovo intervento stanzia "102,5 milioni aggiuntivi". Martedì 27 ottobre il governo riferirà alle associazioni sull'avanzamento dei pagamenti.

"Ove perdurassero le condizioni di guerra che hanno determinato l'aumento dei carburanti, si procederebbe con altre tipologie di misure concordate con i ministeri e le associazioni", ha concluso.
Condividi
```