Milano 17:00
50.117 +0,34%
Nasdaq 17:00
28.287 +1,06%
Dow Jones 17:00
51.896 -0,17%
Londra 17:01
10.668 -0,87%
Francoforte 17:00
25.954 -0,10%

Intesa, Messina: "miglior risultato netto di sempre" nei 9 mesi, su MPS "chiara logica industriale"

Il ROE annualizzato si attesta al 21%

Banche, Finanza
Intesa, Messina: "miglior risultato netto di sempre" nei 9 mesi, su MPS "chiara logica industriale"
(Teleborsa) - "Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo conseguito il miglior risultato netto di sempre, pari a 8,2 miliardi di euro. Il terzo trimestre, con un utile netto di oltre 2,6 miliardi, è stato il migliore terzo trimestre di sempre. Questi risultati confermano la solidità del nostro modello di business e la capacità di dare piena esecuzione al Piano d'Impresa 2026-2029". Lo ha detto il CEO di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentano i risultati al 30 settembre 2026.

"Abbiamo registrato ricavi ai massimi storici, in crescita in tutte le componenti grazie alla diversificazione del nostro modello di business. Le attività finanziarie della clientela hanno superato 1.500 miliardi di euro, confermando il continuo slancio commerciale del Gruppo - ha spiegato - Grazie ai risultati conseguiti nei primi nove mesi, possiamo rivedere al rialzo la guidance di utile netto per il 2026, portandola a ben oltre 10 miliardi di euro, nonostante l'impatto fiscale di quasi un miliardo di euro della Legge di Bilancio 2026. Intesa Sanpaolo continua a offrire uno dei rendimenti da dividendo più elevati e sostenibili nel settore bancario europeo. Nel 2026 distribuiremo agli azionisti 9,4 miliardi di euro attraverso dividendi e buyback, incluso un acconto sul dividendo di 3,8 miliardi di euro, che sarà pagato nelle prossime settimane".

Commentando l'operazione con Monte dei Paschi di Siena, Messina ha sottolineato che l'offerta "consente agli azionisti di Monte dei Paschi di Siena di entrare a far parte del principale gruppo bancario italiano e di uno dei principali gruppi bancari europei. Siamo convinti della solidità del progetto industriale e del valore che potrà generare per gli azionisti, i dipendenti, i clienti e i territori. Abbiamo ottenuto rapidamente tutte le autorizzazioni regolamentari settoriali necessarie all'acquisizione del controllo di Monte dei Paschi di Siena, comprese quelle della Banca Centrale Europea e delle autorità internazionali competenti".

"Il nostro progetto si fonda su una chiara logica industriale: rafforzare la capacità del Gruppo di valorizzare il risparmio delle famiglie, accompagnare le imprese italiane nei percorsi di crescita in Italia e all'estero e competere con maggiore forza in Europa, mantenendo un forte radicamento nei territori - ha detto il CEO - Il nostro percorso di crescita è solido e l'operazione ci consentirà di anticipare di tre anni il raggiungimento degli obiettivi del Piano d'Impresa. A Siena e in Toscana abbiamo inoltre previsto un incremento del credito erogato e la creazione di un polo tecnologico, di una direzione commerciale e di strutture centrali. L'operazione genererà benefici per tutti gli stakeholder, rafforzando la capacità del Gruppo di creare e distribuire valore in modo più ampio e sostenibile. Il nuovo Gruppo potrà conseguire un utile netto superiore a 16 miliardi di euro nel 2029, con distribuzioni complessive agli azionisti stimate in circa 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029, ossia 11 miliardi in più rispetto a quanto previsto dal nostro Piano d'Impresa annunciato a febbraio".

Sul contributo di Intesa Sanpaolo all'Italia, Messina ha sottolineato che "la solidità di Intesa Sanpaolo si traduce in un contributo concreto al Paese. Nei primi nove mesi del 2026 il Gruppo ha generato 5,2 miliardi di euro di imposte e ha registrato un impatto di 900 milioni riconducibile agli effetti della Legge di Bilancio per il 2026, in base agli accordi triennali sottoscritti lo scorso anno, sostenendo al tempo stesso l'occupazione e il finanziamento di famiglie e imprese. Il settore finanziario italiano contribuisce inoltre in misura significativa al finanziamento del debito pubblico. Le banche, le compagnie assicurative e gli altri intermediari finanziari italiani detengono complessivamente quasi 780 miliardi di euro di titoli di Stato italiani".
Condividi
```