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Giovedì 27 Febbraio 2020, ore 12.07
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Il sogno di Irma

Il pulsare ritmico come essenza della sostanza vivente

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Lacan alla Sorbona nel seminario del 1971L’Europa, si dice, ha superato la più dura delle prove possibili, è restata in piedi, ha di fatto mutualizzato il debito senza ricorrere agli eurobond. Sono bastate le parole di Draghi e la conferma della Merkel pochi giorni dopo. Il miracolo si è compiuto e non c’è stato bisogno di estenuanti negoziati, di nuovi trattati o di rischiosi referendum. A questo punto la strada è spianata.

Perché, allora, fermarsi a 150 punti? Forse perché a dire 100, 50 o 20 si suonerebbe poco credibili?

Sappiamo che la Fed ha dichiarato di volere tenere i tassi a zero fino al 2015. David Rosenberg, che in questi anni ha avuto la vista più lunga di tutti sui bond, vede zero fino al 2018. Zero a perdita d’occhio nel tempo, dunque, ma anche nello spazio dei paesi sviluppati, dall’Europa al Giappone. Una volta che la Germania ha rinunciato all’eccezionalismo della Bce, la banca centrale di nessun paese europeo è diventata dalla sera alla mattina la banca centrale di tutti i paesi europei, garante di ultima istanza del loro debito esattamente come la Fed o la Banca d’Inghilterra. Il debito garantito, in questo contesto, è destinato ad attrarre gli spread verso zero in modo irresistibile. È una legge fisica.

A un certo punto ci si azzufferà, tra italiani e stranieri, per accaparrarsi la carta italiana e spagnola. I tedeschi saranno gli ultimi a mettersi in fila per comprarla per una tipica questione di finanza comportamentale. Dopo essere scappati dai Btp a 80 o 70 faranno fatica a riacquistarli a 110. I giapponesi no, loro lo fanno sempre.

L’allineamento astrale è quasi perfetto. La Merkel è a un nuovo massimo di consenso personale e il suo avversario socialdemocratico, dopo lo scandalo dell’aeroporto di Berlino, è su nuovi minimi. La nuova legge elettorale tedesca, ancora più proporzionale della precedente, penalizzerà leggermente la Cdu, ma darà in compenso qualche possibilità in più ai liberali. Se a settembre i liberali non supereranno la soglia di sbarramento, la Merkel potrà permettersi il lusso di potere scegliere un altro partner tra i Verdi e la Spd, mettendoli in concorrenza tra loro e privandoli di ogni forza negoziale.

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