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Sabato 28 Marzo 2020, ore 18.15
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Il vino Mariani

L'elisir di giovinezza che piacque a due papi e poi fu proibito

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Il clima intorno alla cocaina cambiò molto lentamente. L’utilizzo venne dapprima limitato, poi proibito e infine demonizzato. La stessa sorte toccò più tardi all’oppio, alle amfetamine, al tabacco, al nucleare, al DDT, all’abbronzatura e alla carne rossa. Forse un giorno toccherà anche al Quantitative easing.

Il vino Mariani non curava le malattie ma, nelle parole di Emile Zola, era un vino di giovinezza che procurava la vita e conservava la forza di chi l’aveva, restituendola a quelli che non l’avevano più. C’era un effetto immediato, sintomatico, ma c’era anche una ricaduta reale. Modificando la soglia del dolore non ne curava la causa ma cambiava gli atteggiamenti e la voglia di agire.

Manifesto pubblicitario del Vin MarianiI padri del Qe (da Milton Friedman al suo estimatore Bernanke) non fecero, inizialmente, una distinzione tra effetti primari e secondari. Anche Mantegazza, del resto, aveva pensato che la coca curasse direttamente le malattie, in particolare mentali. Che il Qe risollevasse solo gli spiriti animali depressi o intervenisse direttamente sull’economia reale non era considerato particolarmente importante. Friedman, del resto, pensava che ci fosse una relazione costante tra la base monetaria (il denaro creato dalla banca centrale) e l’offerta di moneta (il denaro creato dalle banche quando prestano alle imprese). Aumentando l’una sarebbe aumentata anche l’altra.

Quando nel novembre 2008 fu lanciato il primo Qe, la Fed sapeva perfettamente che la correlazione lineare era saltata da tempo, ma pensava che un collegamento, sia pure indebolito e difficile da calcolare a priori, fosse rimasto. Se poi non fosse rimasto nemmeno quello, il Qe avrebbe comunque gonfiato il valore di case, borse e bond, rimettendo in equilibrio il bilancio di molte famiglie che avevano un mutuo sulla casa che valeva ormai di più della casa stessa. La rifioritura degli asset finanziari e reali avrebbe a sua volta aumentato la propensione a consumare e a investire. Con il bonus aggiuntivo di un dollaro più debole.
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