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Giovedì 20 Settembre 2018, ore 16.57
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Protezionismo

Free traders, fair traders, free riders

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Trovare sui banchi del supermercato i mirtilli cileni trasportati in aereo in qualsiasi stagione e a un prezzo ragionevole fa piacere e fa comodo. Il libero commercio generalmente avvantaggia i consumatori, accresce la concorrenza e stimola l'innovazione.

La decisione di Trump di imporre dazi su acciaio e alluminio ha suscitato un'imponente e allarmata reazione negativa, più a livello politico che di mercato, e a parte le poche contee della Pennsylvania che ancora producono acciaio, anche negli Stati Uniti l'idea che avviare guerre commerciali possa comportare per l'America vittorie facili e proficue è stata subissata di critiche. Si è detto che aprire il vaso di Pandora degli accordi commerciali può portare alla fine dell'espansione in corso, a un'esplosione dell'inflazione e a un'accelerazione del movimento al rialzo dei tassi. Alcuni si sono spinti a dire che i conflitti commerciali aprono la strada a quelli militari.

La reazione contenuta dei mercati, ormai ritornati vicino ai livelli immediatamente precedenti l'annuncio sui dazi su acciaio e alluminio, ci pare per il momento più ragionevole di quella sopra le righe dei commenti politici. Vorremmo fare sulla questione alcune considerazioni.

Come nota Gary Shilling, il mondo non è stato creato senza dazi. Aggiungiamo che la storia economica dal neolitico in avanti, una storia tutto sommato di progresso, si è dispiegata all'interno di gabbie doganali. Dalla Cina imperiale al Re Sole dazi e gabelle sono stati onnipresenti non solo tra stati ma anche tra regioni o città. La prima globalizzazione, quella seguita alle scoperte geografiche del Cinquecento, non fu frenata dai dazi, che contribuirono in realtà a finanziarla. Dal canto suo, lo sviluppo della grande industria americana dalla fondazione della Repubblica alla fine dell'Ottocento non sarebbe stato possibile senza gli alti dazi che la protessero dalla concorrenza britannica. Le tariffe doganali furono del resto la maggiore fonte d'entrata per il governo federale americano dal 1789 al 1914.

Le brevi fasi storiche in cui il libero commercio fu parzialmente sperimentato, dall'Intercursus Magnus tra inglesi, borgognoni, olandesi e anseatici a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento all'Europa della parte centrale dell'Ottocento, ebbero successo finché videro un equilibrio di forza tra i paesi coinvolti e terminarono non appena questo equilibrio venne meno.
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