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Dfp, PIL in calo (da +0,7% a +0,6%) in 2026 e 2027. Giorgetti: "Stime andranno riviste"

Economia
Dfp, PIL in calo (da +0,7% a +0,6%) in 2026 e 2027. Giorgetti: "Stime andranno riviste"
(Teleborsa) - Nel Documento di Finanza pubblica, che ha avuto l'ok dal CdM, il Governo ha rivisto sia il PIL 2026 che quello del 2027 da +0,7% a +0,6%. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri. Nel Dfp il debito è al 137,1 nel 2025, al 138,26 nel 2026, al 138,5 nel 2027 e al 137,9 nel 2028. "I dati del debito risentono ancora delle rate del vecchio Superbonus ci pesa per 40 miliardi nel 2026 e poi ci sarà la coda di 20 miliardi nel 2027, senza l'andamento del debito sarebbe stato discendente", ha precisato Giorgetti.

- "Come diceva Boskov rigore è quando arbitro fischia. Puoi essere d'accordo o no ma sono queste le regole del gioco", ha detto il Ministro rispondendo a una domanda sui numeri sul deficit 2025 nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri. "A me l'uscita deficit interessava moltissimo fino al 28 febbraio, dopo assolutamente meno". Nel 2025, il deficit-PIL cala al 3,1% ma il miglioramento non è tuttavia sufficiente a garantire una uscita anticipata del Paese dalla procedura europea per deficit eccessivo, che avrebbe richiesto un disavanzo inferiore al 3% del prodotto interno lordo.

Ovviamente impossibile non navigare a vista guardando a quanto potrebbe succedere nei prossimi giorni con particolare riferimento a quanto sta accadendo tra Usa e Iran. "Non siamo in circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale quindi le previsioni contenute nel documento e validate dall'Upb inevitabilmente sono già oggi discutibili e nelle prossime settimane meritevoli di ulteriori approfondimenti, adeguamenti e aggiornamenti".

Infine, un passaggio sul taglio delle accise che scade il prossimo 1 maggio. "Ovviamente la settimana prossima valuteremo l'ordine delle priorità", ha detto Giorgetti incalzato su una eventuale proroga del taglio delle accise sui carburanti.

Poi, sulle agenzie di rating : "le ho incontrate a Washington e le incontro periodicamente, conoscono perfettamente la situazione e hanno perfettamente coscienza di quello che sta avvenendo sulla crescita" a livello internazionale. "Quello che sta accadendo non agevola le prospettiva" e "una stretta monetaria innescherebbe un circolo vizioso a danno di imprese, famiglie e stati sovrani".
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