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Tamburi: minori allocazioni e disinvestimenti difficili stanno "pompando" continuation fund

Finanza
Tamburi: minori allocazioni e disinvestimenti difficili stanno "pompando" continuation fund
(Teleborsa) - Una componente fondamentale per cercare di leggere nel modo corretto "il pessimo andamento" dei colossi mondiali del private equity in Borsa "dovrebbe essere individuata nella parte di private credit/debt, che negli ultimi anni si era molto sviluppata", con i finanziamenti alle imprese che "si stavano infatti progressivamente spostando dalle banche ad operatori alternativi, meno regolati, più flessibili, ma anche molto più costosi". Lo afferma Giovanni Tamburi, fondatore, presidente e amministratore delegato di TIP - Tamburi Investment Partners, nella consueta lettera agli azionisti.

"Negli ultimi giorni sia Blue Owl che Blackrock hanno segnalato forti richieste di riscatti e blocchi di rimborsi proprio sul private credit, ma il vero/grande problema nascerà quando ci si deciderà a scoperchiare la pentola dei finanziamenti PIK, il cui rischio effettivo oggi pochi fattorizzano, né nei prezzi dei titoli, né nei NAV raccontati", spiega Tamburi. Il finanziamento PIK (Payment-In-Kind) è uno strumento di debito che consente alle aziende di differire il pagamento degli interessi in contanti, capitalizzandoli e pagandoli solitamente alla scadenza.

"Una riflessione in tal senso deve riguardare i portafogli di molte compagnie assicurative, che hanno investito moltissimo sul private credit, specie negli USA - aggiunge - Due anni fa accennammo al fatto che molte compagnie avevano fortemente ridotto le allocazioni sul private equity generando uno shortage sui fund raising che ancora oggi si avverte; se adesso le riducessero anche sul private credit, molto ossigeno mancherebbe ad operatori che hanno creato le loro fortune sull'effetto rolling delle raccolte e dei relativi impieghi".

Secondo Tamburi, "basta poi analizzare il trend del fund raising del private equity per rendersi conto degli effetti delle minori allocazioni, non solo degli assicuratori che, unite ai sempre più difficili disinvestimenti, stanno "pompando" i continuation fund e le forme di allungamento anomalo dei fondi".

"E non è un caso che, oltre alla rischiosità del private credit, lo stock di "for sale" del private equity stia superando i 4 trilioni di dollari - evidenzia - Per concludere sul tema, banalmente, se un'impresa o un fondo non trovano credito a tassi normali con il sistema bancario e finiscono per ricorrere al private credit o a bond con tassi che sono molto spesso attorno al doppio, che solidità patrimoniale può avere chi ha prestato quei soldi, a prescindere dai rendimenti (teorici) applicati?".
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