(Teleborsa) - Cos'è
l'Euro digitale, a che punto è la sua introduzione e quali sono i suoi pro e contro? A queste domande risponde l'economista
Andrea Ferretti nell'ultima
Ecopillola, offrendo un'analisi chiara sulla futura banconota elettronica della BCE.
1 - cos'è l'Euro digitale? Il progetto della BCE, che chiameremo per semplicità Euro digitale, prevede in sintesi l'utilizzo, nelle transazioni, di una banconota in formato elettronico, che non sostituisce il contante ma lo affianca. Di conseguenza utilizzando un
borsellino elettronico (wallet) che gestiremo tranquillamente dal nostro smartphone, con l'Euro digitale si potranno fare
trasferimenti tra persone fisiche,
pagamenti verso negozi fisici, nonché pagamenti nell'ambito dell'
e-commerce. Da evidenziare che non sarà necessario aprire un conto corrente in banca, che per gli utenti i servizi base saranno gratuiti e che i pagamenti potranno avvenire anche offline, in maniera da garantire il funzionamento del meccanismo anche in assenza di rete.
2 - Lo stato dell'arteRaggiunto un accordo politico in Commissione, entro breve si attiverà il trilogo tra Parlamento, Consiglio Europeo e Commissione con l'obiettivo di approvare
entro il 2026 un regolamento europeo sull'Euro digitale. Successivamente, nella
seconda parte del 2027, il progetto sarà
testato per 12 mesi sul campo e qui le cavie saranno i dipendenti delle cinque banche centrali coinvolte nel progetto. Infine, se tutto andrà bene, nel 2029 si potrebbe assistere alla prima emissione ufficiale di Euro digitale.
3 - L'analisi punti di forza, punti di debolezzaPunti di forza: 1) Indipendenza monetaria - Il progetto Euro digitale nasce dalla consapevolezza della
pericolosa dipendenza dell'Europa dai sistemi di carte e di pagamenti elettronici extraeuropei. Basterà ricordare, a questo proposito, che tra i primi dieci sistemi di pagamento più diffusi in Europa, nessuno è europeo, e che il 90% dei pagamenti sull'e-commerce effettuati con carta passano attraverso Visa e MasterCard. Dunque, una sorta di guerra di liberazione dalla dipendenza dai
colossi americani; dipendenza che si traduce per gli utilizzatori europei in maggiore incertezza,
maggiori costi e, soprattutto, maggiore
vulnerabilità, specie nell'era trumpiana.
2) Stabilità e garanzia - A differenza delle criptovalute che fanno capo a privati e sono soggette ad ampie oscillazioni di natura speculativa, l'Euro digitale ha un valore nominale
costante e, soprattutto, è emesso dalla Banca Centrale Europea che lo
garantisce esattamente come garantisce gli euro contanti.
Punti di debolezza: 1) Disintermediazione bancaria - È fondamentale che il nuovo meccanismo sia
sostenibile e non generi danni collaterali. In particolare, bisognerà innanzitutto evitare un travaso incontrollato di liquidità dai depositi bancari verso i wallet digitali, al fine di evitare contraccolpi alla capacità delle banche di sostenere il comparto produttivo. A questo fine, il progetto in esame prevederà dei
limiti alle somme che si potranno detenere nei wallet digitali. Al momento si parla di 3000 euro.
2) Compensazioni - Sempre allo scopo di rendere il progetto Euro digitale sostenibile per il comparto bancario sarà anche necessario attivare un
meccanismo che compensi gli istituti, sia a fronte delle minori entrate commissionali sia a fronte degli ingenti investimenti necessari per la realizzazione del progetto.