Scostamento di bilancio: le proposte di Motus-E contro caro-carburanti
e la dipendenza dalle fonti fossili
(Teleborsa) - Dagli incentivi alle infrastrutture di ricarica per aziende e partite Iva all’elettrificazione del trasporto merci, passando dalla revisione della fiscalità delle flotte aziendali e dall’installazione di colonnine ad altissima potenza lungo la rete TEN-T: sono queste le proposte trasmesse da Motus-E al ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) per contribuire in modo strutturale alla riduzione dell’uso dei carburanti fossili, in un contesto geopolitico che penalizza la dipendenza dell’Italia dalle importazioni petrolifere, facendo leva sulla flessibilità che la Clausola Nazionale di Salvaguardia (National Escape Clause, NEC) riserva alle misure di sicurezza energetica.
“Le quattro proposte condividono una medesima impostazione: intervenire sulle condizioni strutturali della sostituzione dei combustibili fossili importati”, commenta Fabio Pressi, presidente di Motus-E, osservando che l’impostazione adottata “non solo è coerente con i vincoli di utilizzo dei fondi definiti dalla Commissione Ue, ma consentirebbe anche all’Italia di colmare il pericoloso ritardo rispetto all’Europa nell’adozione della mobilità elettrica, con benefici per famiglie, imprese e industria”.
Si parte dal “Supporto all’installazione delle infrastrutture di ricarica private per imprese, professionisti e logistica”, tramite un contributo in conto capitale per l’acquisto e la posa di colonnine e wallbox.
La misura andrebbe quindi messa di nuovo in campo con una dotazione commisurata alle effettive esigenze di elettrificazione dei luoghi di lavoro e contribuirebbe alla sicurezza energetica nazionale grazie a una riduzione dei consumi di gasolio.
Il documento continua con la “Revisione della fiscalità delle flotte aziendali elettrificate e il sostegno alla ricarica domestica dei dipendenti”. L’intervento aiuterebbe le società a passare alle auto elettriche e ricaricabili nel triennio 2027-2029 e coincide con la proposta interassociativa elaborata da Motus-E con Anfia, Aniasa e Unrae, che innalza le percentuali di deducibilità di queste autovetture.
Alla revisione delle aliquote si accompagna l’adeguamento del massimale del costo, fermo da decenni a 18.075 euro per l’acquisto e a 3.615 euro per il noleggio.
La misura garantirebbe la sostituzione di prodotti petroliferi in un segmento di mercato che, negli altri grandi Paesi europei, ha trainato la transizione energetica del parco veicoli leggeri. L’effetto, infatti, non si esaurisce nel perimetro aziendale, perché le flotte costituiscono il principale canale di alimentazione dell’usato: su un parco circolante di 41,3 milioni di autovetture (il secondo d’Europa per dimensione e il più anziano fra i quattro maggiori mercati, con un’età media di 13 anni e il 42% dei veicoli di classe ambientale Euro 4 o inferiore), l’accelerazione di un ricambio che favorisca le tecnologie a zero emissioni allo scarico è una leva di riduzione strutturale del consumo di carburanti fossili.
Si continua con “Infrastrutture di ricarica: rete pubblica in corrente continua ad alta e altissima potenza lungo la rete TEN-T comprehensive”, ossia la destinazione di una parte delle risorse rese disponibili con lo scostamento di bilancio a un fondo dedicato all’installazione di infrastrutture pubbliche ad alta e altissima potenza (= 150 kW) per auto e camion lungo il principale sistema di collegamenti europeo, a esclusione delle autostrade, già oggetto, per quanto troppo a rilento, di gare pubbliche dedicate.
Si sostituirebbe così il consumo di carburanti importati con elettricità di produzione rinnovabile sulla grande viabilità.
L’ultima proposta si intitola “Trasporto merci: rafforzamento degli incentivi all’acquisto di veicoli elettrici”. L’iniziativa favorisce l’elettrificazione del trasporto merci mediante il rafforzamento degli incentivi esistenti aumentando i fondi dedicati all’elettrificazione e ai veicoli a zero emissioni allo scarico.
Va infatti ricordato che il trasporto merci è fra i comparti a più alto utilizzo di gasolio e che, a differenza dell’auto aziendale, il veicolo rimane un bene dell’impresa. Perciò l’elettrificazione del comparto permette una sostituzione permanente e su larga scala di combustibili fossili.
(Foto: bizoon | 123RF)
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