Milano 15:58
50.348 +0,17%
Nasdaq 15:58
29.041 -0,15%
Dow Jones 15:58
50.682 -0,37%
Londra 15:58
10.237 +0,09%
Francoforte 15:58
24.338 -0,39%

Confcommercio, Sangalli all'Assemblea 2026: Fiscocrazia frena imprese e crescita

Ridurre l'aliquota centrale al 33%, nucleare priorità, AI richiede ripensamento strategico delle competenze

Economia
Confcommercio, Sangalli all'Assemblea 2026: Fiscocrazia frena imprese e crescita
(Teleborsa) - "I fondamentali dell'economia italiana restano confortanti. Il reddito disponibile delle famiglie si consolida su livelli migliori del 2019, l'occupazione ha superato i 24,3 milioni di lavoratori. C'è incertezza, ma anche una sensazione di potercela fare". È il quadro offerto dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che ha aperto l'Assemblea 2026 all'Auditorium Conciliazione di Roma con un discorso che ha toccato scenario economico, fisco, energia e intelligenza artificiale, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di numerosi esponenti del governo.

Il presidente ha tuttavia avvertito che "raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti", citando la ricerca Confcommercio-Censis sulla fiducia "composta" delle famiglie italiane.

Sul fisco, l'attacco è più diretto: "Nel nostro Paese viviamo in una fiscocrazia: troppe tasse, troppe burocrazia frenano imprese, investimenti, crescita. Chi rispetta le regole paga per tutti e non ce la fa". Sangalli ha chiesto di procedere alla "riduzione dell'aliquota centrale dal 35 al 33% per i redditi fino a 60mila euro, per dare il giusto riconoscimento al ceto medio", e ha auspicato l'introduzione di un "ventottesimo regime" europeo per semplificare norme, lavoro e fiscalità per le imprese giovani.

Sull'energia, il presidente ha indicato il nucleare come "passaggio decisivo" e ha sollevato il tema dei costi ETS "così penalizzanti per le autostrade del mare". Sull'intelligenza artificiale, citando Papa Leone XIV, ha sottolineato che "l'impiego dell'AI deve essere accompagnato da criteri chiari e controlli effettivi, ispirati alla partecipazione e alla sussidiarietà", chiedendo "un ripensamento profondo e progetti strategici sulle competenze".

Sangalli ha anche denunciato la chiusura di "oltre 156.000 esercizi commerciali negli ultimi 13 anni" e ha chiesto "regole chiare, stabili, eque" per livellare il campo di gioco tra imprese tradizionali e nuovi operatori, inclusi gli affitti brevi. "Senza regole condivise non c'è mercato. Senza mercato non ci sono imprese sane. Senza imprese sane non c'è crescita", ha concluso.
Condividi
```