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Mobilità, Most: dalla spinta del PNRR a una piattaforma stabile per la mobilità sostenibile del futuro

Economia
Mobilità, Most: dalla spinta del PNRR a una piattaforma stabile per la mobilità sostenibile del futuro
(Teleborsa) - Un percorso che ha consentito - nell'arco dell'ultimo triennio - di valorizzare e trasformare 378 milioni di euro del Pnrr in attività di ricerca, trasferimento tecnologico e sostegno operativo per la mobilità sostenibile nel nostro Paese. Il risultato risiede in un patrimonio caratterizzato da competenze, infrastrutture, prototipi, progetti ad alta maturità tecnologica e relazioni con imprese e territori. Sono questi gli assi portanti dell'azione del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (Most), istituito nel giugno del 2022 dal Ministero dell'Università e della Ricerca (Mur). Nel corso del 2026 il Pnrr sta raggiungendo la sua conclusione formale, ma il Most proseguirà la propria funzionalità e operatività attraverso un piano di consolidamento 2027-2029, orientato a costruire una mobilità capace di produrre valore per la qualità della vita delle persone e per lo sviluppo economico del Paese.

"Il PNRR ci ha dato tempo e risorse; ora ci chiede una visione. La domanda non è cosa succede a MOST dopo il PNRR, ma quale mobilità vogliamo per l’Italia di domani. La mobilità non è un insieme di tecnologie: è un’architettura che produce valore in due direzioni, la qualità della vita delle persone e lo sviluppo economico del Paese. MOST vuole presidiarle entrambe, agendo su tre leve: le tecnologie, a partire dall’AI, da rendere davvero adottabili; i dati, per una governance capace di decidere sulla base delle evidenze; le regole, per trasformare la sperimentazione in standard e politiche. Senza regole la tecnologia resta prototipo. Gli strumenti ci sono, e sono nostri: ora serve il coraggio di fare delle scelte", ha dichiarato Ferruccio Resta, Presidente di MOST, durante l’evento che si è svolto oggi a Roma.

La mobilità indicata da MOST è autonoma e connessa, integrata e interoperabile, sostenuta da infrastrutture intelligenti, reti resilienti e sistemi energetici capaci di accompagnare la trasformazione. Una mobilità nella quale digitale, dati e intelligenza artificiale consentano di collegare veicoli, infrastrutture, reti e servizi, trasformando le informazioni disponibili in conoscenza e decisioni.

Per costruire questa prospettiva, MOST individua tre leve tra loro integrate. La prima è la tecnologia, a partire dall’intelligenza artificiale, da rendere concretamente adottabile dalle imprese. La seconda riguarda i dati, da collegare e analizzare per valutare scenari, sviluppare servizi e sostenere le decisioni. La terza è rappresentata dalle regole, necessarie per tradurre quanto appreso attraverso la sperimentazione in standard, politiche e condizioni certe per l’innovazione.

A queste leve corrispondono tre funzioni: innovare, accelerando il passaggio dalla ricerca all’applicazione e al mercato; integrare, rendendo accessibili dati, competenze e asset della rete; orientare, mettendo evidenze tecnico-scientifiche a disposizione delle istituzioni chiamate a definire regole, standard e politiche. L’obiettivo è offrire una risposta di sistema a una frammentazione che ancora limita l’accesso delle imprese all’innovazione e la capacità italiana di presentarsi con una voce comune nei programmi e nei tavoli europei.

La nuova fase prende avvio con un piano di iniziative da circa 10 milioni di euro. La quota principale, pari a 5,5 milioni, è destinata al programma Fast Track to Market, finalizzato ad accelerare il trasferimento dei risultati della ricerca verso applicazioni e mercato. Il piano comprende inoltre 1,5 milioni di euro per progetti guidati dalle esigenze industriali, un milione per le startup, un milione per iniziative di sviluppo dell’ecosistema, risorse per il supporto agli Osservatori e 500 mila euro per favorire l’accesso alle infrastrutture di ricerca. A queste risorse si aggiunge una pipeline di oltre 70 milioni di euro su progetti MUR ed europei per il biennio 2027-2028.

Nel primo triennio il programma ha sostenuto oltre 50 prototipi e 90 progetti ad alta maturità tecnologica, per un valore complessivo di circa 110 milioni di euro. Le attività hanno interessato la decarbonizzazione dei trasporti, la mobilità autonoma e connessa, la sicurezza delle infrastrutture, l’innovazione della logistica, l’interoperabilità dei servizi e l’integrazione tra mobilità e sistemi energetici.

Un’attenzione specifica è stata dedicata all’apertura del sistema della ricerca verso il tessuto produttivo. Attraverso i bandi a cascata sono state coinvolte 174 PMI; nel biennio 2024-2025 le iniziative rivolte all’imprenditorialità hanno raccolto oltre 300 candidature e assegnato 8,5 milioni di euro di contributi a 50 startup. A questi interventi si aggiungono 2,9 milioni di euro investiti in equity in nove startup innovative.

Le infrastrutture, le piattaforme e le competenze sviluppate non sono soltanto il risultato dei progetti conclusi, ma costituiscono asset da mettere a disposizione di nuove sperimentazioni e collaborazioni industriali. Il passaggio successivo consiste nel rendere questo patrimonio più accessibile, collegarlo alle esigenze delle imprese e utilizzarlo per rafforzare la capacità del Paese di trasformare ricerca e innovazione in applicazioni, servizi e nuove opportunità di sviluppo.

MOST punta così a consolidare una struttura capace di attrarre finanziamenti competitivi nazionali ed europei, sviluppare partnership industriali, valorizzare le infrastrutture realizzate e rafforzare la presenza della ricerca e dell’industria italiana nelle reti internazionali. Non la prosecuzione del modello straordinario del PNRR, ma una piattaforma stabile attraverso cui ricerca, imprese e istituzioni possano concorrere alla costruzione della mobilità italiana dei prossimi anni.
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