Commissione UE avvia indagine approfondita su fusione tra Saipem e Subsea7
(Teleborsa) - La Commissione europea ha avviato un'indagine approfondita per valutare, ai sensi del Regolamento UE sulle fusioni, la proposta di fusione tra Saipem e Subsea7, che darebbe vita a "Saipem7". La Commissione teme che la concentrazione proposta possa avere un impatto significativo sulla concorrenza effettiva in alcuni mercati dei servizi di ingegneria e costruzione offshore.
In via preliminare, la Commissione ha riscontrato che la fusione è ampiamente complementare in alcuni settori, tra cui i progetti eolici offshore e i cosiddetti progetti offshore convenzionali. Tuttavia, allo stato attuale, sembra che la fusione consoliderebbe ulteriormente il mercato dei servizi SURF. Nell'ambito della produzione di petrolio e gas, SURF (ombelicali, riser e condotte sottomarine) è l'infrastruttura sottomarina che collega i pozzi offshore, spesso situati a migliaia di metri sotto il livello del mare, agli impianti di produzione in superficie. Comprende diverse tipologie di tubi e cavi installati sul fondale marino o in prossimità di esso. I servizi SURF sono utilizzati anche nei progetti di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS), dove capacità e risorse molto simili a quelle impiegate per i tradizionali progetti SURF nel settore petrolifero e del gas sembrano essere necessarie per competere efficacemente per questi progetti, sia oggi che in futuro.
"Il mercato globale dei servizi SURF è già altamente concentrato - si legge in una nota dell'esecutivo UE - Saipem e Subsea7 sono due dei tre leader di mercato, con pochissime alternative credibili. L'indagine preliminare indica che l'operazione potrebbe ridurre significativamente la concorrenza nel mercato, già altamente concentrato, dei servizi SURF per i progetti petroliferi, del gas e CCS".
In particolare, la Commissione ha preliminarmente constatato che: Saipem e Subsea7 sono due dei tre principali fornitori al mondo e l'entità risultante dalla fusione avrebbe quote di mercato e di capacità elevate in questi mercati; Saipem e Subsea7 sono in forte concorrenza tra loro, soprattutto per quanto riguarda i progetti più complessi e redditizi; con un solo concorrente paragonabile rimasto, gli altri potenziali rivali sembrano essere considerevolmente più piccoli e limitati nella loro capacità di competere su tutta la linea; la capacità di riserva è limitata e le barriere all'ingresso e all'espansione sono molto elevate in questo settore ad alta intensità di capitale, il che è in parte spiegato dai sostanziali investimenti legati alle navi altamente sofisticate necessarie, soprattutto per i progetti più complessi; sebbene i clienti siano in molti casi operatori sofisticati e di grandi dimensioni, particolarmente attivi nel settore petrolifero e del gas, potrebbero non essere in grado di resistere agli aumenti di prezzo in assenza di un numero sufficiente di fornitori alternativi credibili.
Di conseguenza, l'operazione potrebbe portare alla perdita di una concorrenza significativa nel mercato dei servizi SURF, con possibili conseguenti prezzi più elevati e una riduzione dell'innovazione. La Commissione valuterà inoltre se l'operazione possa sollevare problemi di concorrenza in altri mercati strettamente correlati, come quelli dei servizi di trasporto di gasdotti principali, che prevedono la posa di condotte di esportazione di maggiori dimensioni, e dello smantellamento di infrastrutture sottomarine obsolete, che sembrano richiedere navi e capacità simili a quelle impiegate per la loro installazione. La Commissione indagherà anche ulteriormente se l'operazione possa generare effetti verticali o di conglomerato anticoncorrenziali.
L'operazione proposta è stata notificata alla Commissione il 16 giugno 2026. La Commissione ha ora 90 giorni lavorativi, fino al 26 novembre 2026, per prendere una decisione. L'avvio di un'indagine approfondita non pregiudica il suo esito.
```