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Giorgetti: aumento spese difesa non implica rinuncia a spesa per priorità sociali

Economia
Giorgetti: aumento spese difesa non implica rinuncia a spesa per priorità sociali
(Teleborsa) - L'aumento delle spese per la difesa e per la sicurezza nazionale non comporterebbe una rinuncia alla spesa per le priorità in ambito sociale, in particolare sanità ed istruzione. Lo ha chiarito il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante un question time al Senato.

"Nella misura in cui - grazie all'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale - sarà tollerato un sentiero di crescita della spesa netta più ampio in ragione delle sole maggiori spese in difesa e sicurezza - ha detto il titolare del MEF rispondendo ad una interrogazione de M5S sulle fonti di finanziamento per le spese militari - l'aumento nella spesa prospettato non comporterebbe nessuna rinuncia alle spese dedicate alle principali priorità di policy di natura sociale, quali quelle ricordate dagli interroganti".

"Trattandosi di una flessibilità in deroga - ha precisato ancora Giorgetti - l'attivazione della clausola di salvaguardia non richiederebbe la pubblicazione di un nuovo Piano strutturale di medio termine, ma implicherebbe comunque una richiesta di scostamento dagli obiettivi programmatici al Parlamento, da approvare previo coinvolgimento dello stesso".

Rispondendo poi ad un’interrogazione a risposta diretta del senatore Stefano Patuanelli, il Ministro ha spiegato che "per il rafforzamento della capacità di difesa e sicurezza - anche al fine di ottemperare agli impegni presi durante il Summit della Nato tenutosi all'Aja lo scorso giugno - appare cruciale attendere gli esiti della stima del deficit del 2025 che Istat notificherà alla Commissione europea a marzo".

Nel caso in cui il deficit dovesse risultare inferiore al 3% - ha sottolineato - verrebbe attivato il procedimento di uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo e l'Italia potrebbe aumentare le spese per la difesa sino allo 0,5% de PIL entro il triennio. L'uscita dalla proceduta per deficit eccessivo - ha detto - "consentirebbe di confermare gli intenti contenuti nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica, ossia l'incremento della spesa per difesa e sicurezza graduale, con una incidenza sul PIL che può crescere fino a circa 0,5 punti percentuali entro la fine del triennio coperto dalla legge di bilancio".
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