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Auto, con Dazi USA margini EBIT del settore europeo al 4%: Volkswagen la più esposta

Finanza
Auto, con Dazi USA margini EBIT del settore europeo al 4%: Volkswagen la più esposta
(Teleborsa) - Il settore automobilistico europeo affronta una pressione crescente sui margini e sulla redditività, aggravata dai nuovi dazi USA sulle auto prodotte nell'UE, secondo un'analisi di Scope Ratings. L'agenzia stima che i dazi già in vigore abbiano eroso i margini EBIT di 100-150 punti base nel 2025, anno in cui il margine medio del settore è sceso a circa il 4% dal 7% del 2024. Con l'applicazione dei dazi più elevati per l'intero 2026, l'impatto negativo supererà probabilmente i 150 punti base, mettendo sotto pressione i profili di credito degli OEM più vulnerabili.

Volkswagen – attraverso i marchi Audi, Porsche e VW – è identificata come la più esposta, per la mancanza di capacità produttiva negli USA. Le vendite nel Q1 2026 sono calate del 20% anno su anno nel mercato americano. Al contrario, BMW ha registrato un calo contenuto del 4% grazie al suo impianto di Spartanburg, Carolina del Sud, dove produce circa 400.000 veicoli l'anno, e Mercedes-Benz ha addirittura guadagnato quote di mercato grazie alla domanda sostenuta di SUV e allo stabilimento di Tuscaloosa, Alabama (260.000 veicoli/anno). Stellantis, che si appoggia agli stabilimenti di Canada e Messico, è per ora al riparo dall'ultimo aumento tariffario.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge la crisi in Iran: la chiusura dello Stretto di Hormuz sta compromettendo le catene di fornitura dell'industria automobilistica, limitando la disponibilità di materie prime come l'elio – fondamentale per i test di tenuta su batterie, sistemi carburante e climatizzatori – e dei petrolchimici per plastica, vernici e gomma.

Scope ha avvertito che la riduzione della redditività comprimerà il cash flow nel medio termine e che gli OEM saranno sotto pressione per tagliare ulteriormente i costi, "probabilmente riducendo il personale", in un contesto in cui gli stabilimenti europei continuano a operare ben al di sotto della piena capacità.
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