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Oro stabile tra tensioni USA-Iran e attese sulle prossime mosse della Fed

Finanza
Oro stabile tra tensioni USA-Iran e attese sulle prossime mosse della Fed
(Teleborsa) - Oro poco mosso a inizio settimana, mentre gli investitori valutano l’evoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran e le nuove indicazioni sulla politica monetaria della Federal Reserve.
Il metallo prezioso spot cede lo 0,1% a 4.014,39 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro con consegna ad agosto sono sostanzialmente invariati a 4.019 dollari.

A sostenere i prezzi dell’oro restano le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dopo l’escalation dello scontro tra Washington e Teheran. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito asset militari statunitensi nella regione dopo nuovi bombardamenti americani su città iraniane, mentre gli Houthi yemeniti, alleati di Teheran, hanno annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita.

Il rialzo dei prezzi energetici ha però complicato il quadro per il metallo prezioso. Il petrolio Brent, dopo aver toccato i massimi da oltre un mese, si è stabilizzato, alimentando i timori su un possibile ritorno delle pressioni inflazionistiche e rafforzando le aspettative di tassi d’interesse elevati più a lungo.
L’oro, tradizionalmente considerato una copertura contro l’inflazione e le tensioni geopolitiche, risente infatti del contesto di tassi elevati, perché non genera rendimenti e diventa meno competitivo rispetto agli asset obbligazionari.

Sul fronte della politica monetaria, la presidente della Federal Reserve di Cleveland, Beth Hammack si è aggiunta al gruppo di funzionari favorevoli alla necessità di mantenere o aumentare i tassi per contrastare un’inflazione ancora persistente. La discussione potrebbe rendere più acceso il prossimo incontro della banca centrale americana, in calendario a fine mese.

Secondo il mercato dei futures sui Fed Funds, la probabilità di un rialzo dei tassi entro dicembre è salita all’83%, rispetto al 73% della settimana precedente.
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