Premio “Uniti per la Legalità”: a Palermo il ricordo del Maxiprocesso e l’impegno antimafia
(Teleborsa) - Nell’Aula Bunker "Giovanni Falcone e Paolo Borsellino" del carcere dell’Ucciardone di Palermo si è svolta la sesta edizione del Premio "Uniti per la Legalità", organizzato dall’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UNGDCEC) e dal titolo "Dall’Aula Bunker al Codice Antimafia: 40 anni dal Maxiprocesso. L’eredità di Falcone e le nuove frontiere della prevenzione patrimoniale".
Il premio quest’anno è stato assegnato a Lirio Abbate, alla Cooperativa Placido Rizzotto–Libera Terra, all’Associazione Voglia di Vivere Onlus, a Padre Giovanni Giannalia e a Cotti in Fragranza – Coop. Soc. Rigenerazioni Onlus.
L’edizione 2026 ha assunto un valore simbolico particolare, svolgendosi nell’aula che il 10 febbraio 1986 ospitò l’apertura del Maxiprocesso (475 imputati, 19 ergastoli, il più grande processo penale mai celebrato al mondo) quarant’anni dopo quella stagione. L’appuntamento ha rappresentato anche una nuova tappa del progetto UNGDCEC inaugurato nel 2021 alla Tenuta di Suvignano, il primo bene sequestrato da Giovanni Falcone nel 1983.
"Con questa iniziativa i commercialisti italiani riaffermano il proprio ruolo di sentinelle di legalità al servizio dello Stato", afferma Francesco Cataldi, presidente UNGDCEC. "Uniti per la Legalità non è un convegno tecnico ma un atto civico. La nostra professione presidia ogni giorno i patrimoni, le imprese, l'economia legale, e per questo ha il dovere di stare in prima linea nel contrasto alla criminalità economica organizzata. Tornare nell'Aula Bunker ha significato ricordare al Paese che la legalità economica non è una specializzazione. È una responsabilità sociale che i giovani professionisti hanno scelto di assumere fino in fondo".
"Quest'anno il premio raccoglie riconoscimenti che raccontano la Sicilia che resiste e costruisce: cinque modi di costruire economia, comunità e dignità a partire da territori che la mafia ha provato a soffocare", sottolinea Carolina Rumboldt, consigliera UNGDCEC e co-delegata nazionale al Diritto Penale dell'Economia e Consulenze Tecniche. "La tradizione del premio ha trasformato i beni confiscati in luoghi di confronto civile: ogni edizione si è svolta in un bene sottratto alle mafie".
Sul valore simbolico del ritorno a Palermo è intervenuto Enrico Lombardo, consigliere UNGDCEC e co-delegato nazionale al Diritto Penale dell'Economia e Consulenze Tecniche: "Celebrare i quarant'anni del Maxiprocesso nell'aula in cui si scrisse quella pagina richiama una stagione di grande riscatto e di orgoglio per la Sicilia. Da qui partì la prima vera reazione dello Stato a Cosa Nostra, da qui nacque l'intuizione patrimoniale che ancora oggi guida il contrasto alle mafie in Italia e in Europa. La Sicilia non è solo il luogo della ferita: è il luogo del metodo".
L’evento è stato ospitato a Palermo dall’Unione Giovani Dottori Commercialisti del capoluogo siciliano. "Un onore per la nostra Unione locale ospitare un’iniziativa così importante", afferma Rosanna Dispenza, presidente UGDCEC Palermo e presidente della commissione nazionale Diritto Penale dell'Economia e Consulenze Tecniche. "In questo triennio la commissione ha avuto il privilegio di lavorare alla costruzione di due edizioni di Uniti per la Legalità, l'edizione calabrese del 2025 e ora quella palermitana. È il riconoscimento di un lavoro corale, e l'orgoglio di una comunità professionale che a Palermo, più che altrove, sente il peso e l'onore di questa eredità".
La giornata si è svolta in due tavole rotonde. La prima ha ricostruito la rivoluzione investigativa del Pool Antimafia e l’evoluzione della strategia patrimoniale con l’intervento tra gli altri di Giovanni Chinnici, figlio del giudice Rocco Chinnici, "padre" del Pool, per un ricordo personale tra le origini dell’intuizione e il Maxiprocesso. La seconda tavola rotonda ha invece spostato, con l’intervento di Orietta Mongiovì, vice Prefetto di Palermo, il focus sul presente e sulle criticità operative del Codice Antimafia, seguendo il ciclo di vita del bene: dalla prevenzione alla destinazione finale.
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