(Teleborsa) - Questa volta niente motivetti orecchiabili in
salsa sanremese, niente istruttori di ginnastica, parrucchieri o
cartomanti. Per l'
ottava emissione del BTP Valore, in collocamento da oggi, lunedì 19 ottobre, fino alle ore 13 di venerdì 23 ottobre (salvo chiusura anticipata), il ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) ha scelto un registro decisamente più sobrio. Il claim è "È arrivata la risposta per i tuoi risparmi, BTP Valore" e lo spot si limita a spiegare gli aspetti essenziali dei due titoli in offerta, con una sola concessione allo slogan: "Per chi non ha fretta c'è BTP Valore Insieme".
Un cambio di tono che non è passato inosservato. "
Un po' di sobrietà nella comunicazione da parte del MEF credo che non faccia male. Nelle precedenti emissioni erano stati un po' sbeffeggiati e il tono scelto non era particolarmente professionale", dice a Teleborsa
Costantino Forgione, consulente finanziario che ha lavorato trent'anni come investment banker per alcune delle più grandi banche internazionali.
La vera novità, però, è nella sostanza.
Per la prima volta il Tesoro propone un collocamento "doppio": il risparmiatore può scegliere tra il classico BTP Valore con cedole trimestrali crescenti e il nuovo BTP Valore Insieme, che paga tutti gli interessi in un'unica soluzione alla scadenza. I due titoli si possono acquistare in alternativa oppure insieme, ed entrambi durano 5 anni. I tassi minimi garantiti,
annunciati venerdì 16 ottobre, sono i più alti offerti a un BTP Valore dall'autunno 2023.
Quali sono le caratteristiche dei due titoliIl
BTP Valore (ISIN IT0005735201) paga cedole ogni tre mesi con un
meccanismo step-up 2+2+1. Il tasso minimo garantito è il 3,70% per il primo e il secondo anno, sale al 4,10% per il terzo e il quarto e arriva al 4,70% nel quinto e ultimo anno. Secondo il MEF è pensato per integrare in modo costante redditi da lavoro o pensione.
Il
BTP Valore Insieme (ISIN IT0005735227)
non stacca cedole periodiche. Al termine dei 5 anni paga una cedola unica con un tasso minimo garantito del 22,25%, insieme al rimborso del capitale. Il tasso è necessariamente più alto della somma delle cedole del BTP Valore (20,30% lordo), perché un pagamento ricevuto prima vale di più di uno ricevuto dopo. Il Tesoro ha costruito i due tassi in modo che i titoli offrano lo stesso rendimento a scadenza.
I
tassi annunciati sono un minimo: alla chiusura del collocamento il MEF può solo confermarli o rivederli al rialzo, in base alle condizioni di mercato. A differenza delle ultime emissioni, non c'è il premio fedeltà finale.
Per entrambi i titoli l'
investimento minimo è di 1.000 euro, il prezzo è alla pari (100), non ci sono commissioni per chi sottoscrive e non è previsto un tetto massimo: tutti gli ordini vengono soddisfatti. Si compra in banca o all'ufficio postale dove si ha un conto deposito titoli, oppure via home banking se abilitato al trading online. La chiusura anticipata non può avvenire prima delle 17:30 di mercoledì 21 ottobre: il
risparmiatore ha quindi almeno tre giornate piene per aderire. Un'eventuale chiusura al terzo giorno sarà comunicata entro la sera di martedì 20 o entro le 13 di mercoledì 21.
Sul piano fiscale valgono le consuete agevolazioni:
tassazione al 12,5%, esenzione dall'imposta di successione ed esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro complessivi di titoli di Stato e prodotti del risparmio postale. Il collocamento avviene sulla piattaforma MOT di Borsa Italiana tramite i dealer
Intesa Sanpaolo e
UniCredit, con
Banca Monte dei Paschi di Siena e
Banco BPM come co-dealer.
Stesso rendimento lordo ma risultati diversiIl
rendimento lordo annuo composto è circa del 4,10% per i due titoli, 10 punti base in più rispetto al BTP quinquennale alla chiusura del giorno precedente l'annuncio dei tassi. Sulla carta, quindi, i due titoli si equivalgono, ma nel portafoglio di un risparmiatore le cose potrebbero andare diversamente.
"Per gli investitori retail, che ci pagano le tasse al 12,5%, la diversa scalettatura delle cedole comporta dei risultati netti completamente diversi - spiega Forgione - Il BTP Insieme rende un 19,47% netto sulla cedola finale, quindi su 10.000 euro investiti si tratta di 1.947 euro di interessi netti. Sul BTP valore, il totale degli interessi netti che verranno incassati è pari a 1.776 euro, quindi il 17,76%. C'è quindi una
differenza del 9,6%, che non è poco".
Ciò è spiegato dal fatto che "gli investitori non reinvestono effettivamente le cedole che ricevono dal BTP Valore, con i soldi che restano sul conto corrente infruttifero, mentre i rendimenti delle obbligazioni vengono calcolati in regime di capitalizzazione composta. Il
rendimento vero che otterranno è del 3,32% netto contro il 3,62% dell'altro - sottolinea l'esperto - Se non si ha bisogno delle cedole, ed è il caso della maggior parte dei risparmiatori, il BTP Valore Insieme è sicuramente più redditizio e posporre la tassazione il più tardi possibile si dimostra una scelta vincente".
C'è però un altro aspetto da considerare, cioè cosa succede se si vende prima della scadenza. Il BTP Valore tradizionale, che distribuisce cedole fin dal primo trimestre, ha una durata finanziaria inferiore ed è quindi meno sensibile alle variazioni dei tassi di mercato: il suo prezzo tende a essere più stabile. Il BTP Valore Insieme concentra invece tutta la remunerazione alla scadenza, ha una durata finanziaria più elevata ed è
più esposto alle oscillazioni di prezzo sul mercato secondario.
Per
Ciro Pietroluongo, direttore generale di MTS (gruppo
Euronext), "questa emissione è molto interessante. Innanzitutto, per la possibilità di scelta tra due strumenti, un elemento di forte innovazione, e poi per l'introduzione del BTP Valore Insieme con la cedola finale. È vero che anche nelle precedenti emissioni si trattava di strumenti tipicamente destinati a essere tenuti fino a scadenza (salvo eventuali esigenze di liquidità), ma l'emittente questa volta ha voluto porre particolare enfasi proprio su questo tema, che credo possa essere riproposto anche in futuro. Sarà
interessante valutare anche le differenze tra le size dei singoli contratti: è probabile che il ticket medio possa essere più elevato per il BTP Valore Insieme".
Come sono andate le emissioni precedenti
La nuova emissione arriva dopo i
112,6 miliardi di euro raccolti dalle sette precedenti, compreso il
BTP Più di febbraio 2025, che fa parte della stessa famiglia. Il record resta la
terza emissione di marzo 2024, con 18,3 miliardi e oltre 656 mila contratti. Le ultime due si sono attestate su livelli più bassi ma stabili: 16,6 miliardi a
ottobre 2025 e 16,2 miliardi a
marzo 2026. "
Pensiamo che la risposta dei risparmiatori sarà sicuramente importante, in linea, se non addirittura superiore, a quella delle ultimissime emissioni", ha detto la scorsa settimana a Class Cnbc
Davide Iacovoni, direttore del Debito Pubblico del MEF.
Negli anni è cambiato il profilo di chi compra. I contratti sono scesi da circa 650 mila a poco più di 500 mila, mentre il
taglio medio è salito da circa 27-28 mila euro a 31-33 mila euro. La quota degli investitori retail rispetto al private banking è rimasta intorno al 70-73% nelle ultime emissioni, e tra i retail fino al 47% ha sottoscritto via home banking. La domanda si concentra sempre di più all'inizio: nelle ultime emissioni i primi due giorni hanno raccolto oltre il 60% del totale.
I
tassi minimi sono stati rivisti al rialzo solo due volte su sette, entrambe di recente: nel BTP Più e nella settima emissione di marzo, quando la serie
è passata da 2,50%, 2,80% e 3,50% a 2,60%, 3,20% e 3,80%. Il confronto mostra quanto sia cambiato il quadro in pochi mesi: il tasso di partenza è salito dal 2,60% al 3,70%, il livello più alto da ottobre 2023.
Debito sotto i riflettori con i tassi in salita
I tassi più generosi riflettono un mercato molto diverso da quello di marzo. I titoli di Stato italiani, un mercato da oltre 3.000 miliardi di euro e tra i più grandi al mondo, sono tornati al centro dell'attenzione degli investitori,
trascinati dall'ondata di vendite che ha colpito il debito francese. A inizio ottobre il rendimento del BTP decennale è arrivato al 4,7% e il differenziale con il Bund tedesco si è portato sui massimi da circa un anno e mezzo. Dall'inizio del 2026 il tasso decennale è cresciuto di oltre un punto percentuale, un balzo che non si vedeva dal 2022, quando la fiammata dell'inflazione aveva spinto al rialzo il costo del denaro.
Il movimento si fa sentire sul costo del debito. Nel 2025 il
conto degli interessi pagati dallo Stato è andato oltre i 100 miliardi di euro, e a settembre il costo medio delle nuove emissioni del Tesoro era al 3%, un quarto di punto sopra il livello di dodici mesi prima. Sul fronte dei conti pubblici, l'esecutivo
prevede di chiudere quest'anno con un deficit al 2,9% del PIL, appena sotto la soglia europea del 3%, ma di
superarla nel biennio successivo per sostenere la spesa per la difesa e fronteggiare il rincaro dell'energia. "Il fatto che questa emissione arrivi dopo il rialzo dei tassi dello scorso mese si riflette sulle condizioni di finanziamento del Tesoro - osserva Pietroluongo - Tuttavia, considerando la periodicità di queste emissioni, la
congiuntura del momento sta diventando un po' meno rilevante. Il MEF segue un suo calendario, valuta i tassi in essere e adegua le caratteristiche dell'emissione alle condizioni di mercato correnti".
Sul fronte della politica monetaria, la BCE non sembra pronta a intervenire solo perché i rendimenti sono saliti. "La distinzione fondamentale è tra rendimenti più elevati e mercati disordinati. È
improbabile che la BCE reagisca semplicemente perché i rendimenti raggiungono livelli scomodi. La sua soglia di tolleranza è più alta di quella del mercato", spiega
Chiara Angeloni, Europe Economist di
Bank of America. Se però l'allargamento degli spread sovrani diventasse disordinato, Francoforte ha a disposizione strumenti come il TPI (Transmission Protection Instrument) come rete di sicurezza.
La settimana del collocamento sul mercato obbligazionario resterà alta l'attenzione sulla Francia. Martedì il Parlamento vota la prima parte del bilancio e il governo potrebbe ricorrere all'articolo 49.3, che fa avanzare il testo senza voto ma espone l'esecutivo a una mozione di sfiducia. Venerdì, a mercati chiusi, è attesa la decisione di
Moody's sul rating francese, con un taglio considerato molto probabile. Quanto all'Italia, Angeloni distingue tra un aumento dell'incertezza politica, legato all'avvicinarsi delle elezioni del 2027, e un vero ritorno del rischio Paese. "Le recenti pressioni sui BTP hanno riflesso in larga misura la debolezza più ampia dei mercati europei e francesi, a nostro avviso. Tuttavia, questa
resilienza relativa non deve essere data per scontata, poiché il ciclo elettorale, le prossime scelte di bilancio e l'impatto di lungo periodo degli investimenti finanziati dai fondi UE sulla crescita determineranno se tale resilienza sarà destinata a durare", avverte l'economista.
In questo quadro di incertezza, la
base retail resta un asset strategico per il Tesoro. "Continuo a vedere come positivo il fatto che il MEF cerchi di incentivare l'
investimento retail per diversificare le fonti di provvista - prima il Tesoro era molto dipendente dagli investitori istituzionali esteri che quando va male vendono a differenza delle famiglie - e apprezzo che proponga strutture interessanti - conclude Forgione - Questa del BTP Valore Insieme è interessante, così come lo è stata l'opzione put del BTP Più". Del resto, nota Pietroluongo, "è chiaro che il Tesoro sia in qualche modo portato a pensare ogni volta a proposte diverse, per essere più allineato con la situazione economica e di mercato che c'è al momento dell'emissione, rispetto invece ai collocamenti per gli intermediari, dove vale esattamente la regola contraria: più si garantisce continuità con le strutture esistenti e si privilegiano soluzioni semplici e consolidate, più queste vengono apprezzate".