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Bankitalia, frodi su pagamenti digitali contenute

ma rischi per prepagate

Economia
Bankitalia, frodi su pagamenti digitali contenute
(Teleborsa) - Il tasso di frode, calcolato come rapporto tra operazioni fraudolente e totale delle operazioni di pagamento, rimane nel complesso molto contenuto: 12 casi fraudolenti ogni centomila operazioni (ovvero un tasso dello 0,012% in numero) e 3 euro ogni centomila euro transati (corrispondente a un tasso dello 0,003% in valore). Lo rende noto Banca d’Italia che oggi ha pubblicato l’aggiornamento semestrale, relativo al primo semestre del 2025, del Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia sottolineando che si registrano tuttavia differenze significative tra i diversi strumenti di pagamento. In particolare, il tasso di frode rimane contenuto e stabile per i pagamenti con le carte di debito e di credito (0,018% in valore; 0,009% in numero) e per i prelievi da ATM (0,01% in valore; 0,005% in numero); i pagamenti con moneta elettronica (soprattutto carte prepagate) presentano invece tassi di frode superiori rispetto alle altre carte e in aumento rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente (0,031% in valore, da 0,027%; 0,027% in numero, da 0,023%). Per il complesso dei bonifici, il tasso rimane estremamente basso (0,002% in valore; 0,005% in numero).


Il tasso di frode per i bonifici SEPA ordinari rimane sostanzialmente stabile (0,002% sia in valore sia in numero); quello per i bonifici SEPA istantanei si conferma ben più elevato (0,043% in valore e 0,019% in numero) ma in significativa riduzione rispetto al semestre precedente (0,059% in valore; 0,028% in numero). Alla diminuzione può aver contribuito il rafforzamento delle misure di prevenzione e di sensibilizzazione della clientela attuate dai PSP con l’entrata in vigore della Instant Payment Regulation (IPR)2 . • Riflettendo le diverse tipologie di operazioni di pagamento, l’importo medio delle frodi è più elevato per i bonifici SEPA ordinari (euro 5.046) e istantanei (1.638 euro), rispetto alle carte (euro 82), alla moneta elettronica (euro 35) e ai prelievi da ATM (euro 464)

Le operazioni “a distanza” (e-commerce) restano più esposte alle frodi rispetto a quelle “non a distanza” (POS fisico). Il divario è in diminuzione per le carte di pagamento e in aumento per la moneta elettronica: per le carte, il tasso di frode in valore scende su base annua a 0,065% (da 0,087%) per le operazioni e-commerce e a 0,006% (da 0,007%) per le operazioni al POS fisico; per la moneta elettronica, invece, il tasso per le operazioni e-commerce sale a 0,053% (da 0,048%) mentre rimane costante a 0,008% per le operazioni al POS fisico. Dinamiche analoghe si osservano per il tasso di frode calcolato sul numero di transazioni.

Quanto alle operazioni transfrontaliere presentano un’incidenza di frodi molto superiore rispetto a quelle domestiche, in particolare per le carte di pagamento e la moneta elettronica. Sebbene le operazioni verso Paesi situati fuori dallo Spazio Economico Europeo (SEE) rappresentino appena il 3% dei pagamenti con carte e moneta elettronica, esse incidono per una quota rilevante (circa un quinto) delle frodi perpetrate con gli stessi strumenti.
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