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Dfp, sindacati divisi: CGIL attacca politiche di austerità, UIL e CISL per un cambio di passo

Economia
Dfp, sindacati divisi: CGIL attacca politiche di austerità, UIL e CISL per un cambio di passo
(Teleborsa) - L'audizione sul Documento di Finanza Pubblica davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato ha visto i principali sindacati italiani esprimere posizioni convergenti sulla crisi energetica ma divergenti sulla valutazione delle scelte di bilancio del governo.

La critica più dura è arrivata dalla CGIL, con il segretario confederale Christian Ferrari che ha accusato l'esecutivo di aver scelto "di accelerare sulle politiche di rigore per uscire in anticipo dalla procedura di disavanzo eccessivo, salvo poi fallire all'ultimo miglio", una scelta che ha prodotto "un brutale impoverimento delle classi medie e popolari e una compressione della domanda interna". Ferrari ha denunciato "un gigantesco drenaggio di oltre 25 miliardi" a carico di lavoratori e pensionati, con tagli ai servizi pubblici "a partire da sanità e previdenza." Le proposte della CGIL includono la tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche, il salario minimo, la legge sulla rappresentanza e "reindirizzare le risorse per il riarmo a sostegno delle politiche industriali."

La UIL ha puntato il dito sul sistema fiscale: il segretario confederale Santo Biondo ha denunciato "un carico sproporzionato su lavoratori dipendenti e pensionati, mentre restano deboli sia il contrasto all'evasione sia le misure di reale redistribuzione." Sul quadro macroeconomico, Biondo ha avvertito che "il percorso di rientro del deficit rischia di comprimere ulteriormente gli spazi per politiche espansive", aggiungendo che "non si può affrontare questa fase con un ritorno alle regole del Patto di stabilità".

Tono più costruttivo dalla CISL: il segretario confederale Ignazio Ganga ha riconosciuto "alcuni aspetti positivi" del DFP – fisco, digitalizzazione, politiche attive del lavoro – pur esprimendo "grossa preoccupazione per il rischio di una nuova contrazione delle retribuzioni e delle pensioni, già fortemente erose dall'inflazione". Ganga ha chiesto "un cantiere paese" basato su "crescita dei salari, sostegno all'occupazione e all'innovazione" e un progetto europeo che "metta in campo la riforma del Patto di stabilità in senso più equo e sostenibile".
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