(Teleborsa) - La tensione tra Washington e il blocco europeo tocca livelli sempre più critici dopo le ultime dichiarazioni di
Donald Trump riguardo alle mire americane sulla
Groenlandia. In un'intervista rilasciata a NBC News, il Presidente americano ha ribadito che manterrà "al 100%" la minaccia di imporre
dazi supplementari qualora non si raggiungesse un accordo sull'isola. Trump ha inoltre esplicitamente invitato i leader europei a concentrarsi sui fronti russo e ucraino, "non sulla Groenlandia".
Interrogato sulle intenzioni di ricorrere all'uso della
forza militare nell'isola artica, il presidente Usa ha risposto con un secco "no comment". Tuttavia, attraverso il proprio profilo sul social Truth, ha rincarato la dose attaccando la gestione danese della sicurezza regionale. Secondo Trump, la
Nato avverte la
Danimarca da vent'anni della necessità di allontanare la minaccia russa dalla Groenlandia, ma Copenaghen non sarebbe stata in grado di agire: "Ora è giunto il momento, e lo faremo!", ha scritto il Presidente, aggiungendo che la
Cina e la
Russia vogliono l'isola e che la Danimarca è impotente nel contrastarle.
L'amministrazione USA ha già pianificato
ritorsioni concrete: dazi del 10% sulle merci provenienti da otto Paesi europei — Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia — finché non sosterranno il piano d'acquisto. Il segretario al Tesoro,
Scott Bessent, ha definito "molto imprudenti" eventuali contromisure europee, ribadendo che la Groenlandia è un "asset strategico" e che gli Stati Uniti non intendono dare in outsourcing la sicurezza del proprio emisfero.
La reazione di
Bruxelles è stata netta. La presidente del Parlamento europeo,
Roberta Metsola, ha dichiarato a Strasburgo che "l'Unione europea sta con la Danimarca e il popolo della Groenlandia in maniera unita e determinata", ricevendo una standing ovation dall'Aula. Metsola ha inoltre avvertito che le minacce americane potrebbero destabilizzare l'Artico anziché proteggerlo.
Anche
Pechino è intervenuta nella disputa attraverso il portavoce del ministero degli Esteri,
Guo Jiakun, esortando gli Stati Uniti a rispettare il diritto internazionale e la Carta dell'ONU. La Cina ha respinto le accuse di Trump, invitandolo a "smettere di usare la cosiddetta
minaccia cinese come pretesto per cercare i suoi guadagni egoistici".