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Groenlandia, Rubio: "Trump vuole comprarla dalla Danimarca"

Casa Bianca: "Sul tavolo diverse opzioni, incluso ricorso a forza militare". Leader Ue: "Difendiamo sovranità, integrità territoriale e inviolabilità delle frontiere"

Economia
Groenlandia, Rubio: "Trump vuole comprarla dalla Danimarca"
(Teleborsa) - Sebbene possa apparire oggi anacronistico, la via individuata del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per mettere le mani sulla Groenlandia sarebbe quella di "acquistare l'isola dalla Danimarca". È quanto ha detto durante un briefing di alti funzionari dell'amministrazione – stando alle dichiarazioni riportate dal Wall Street Journal che cita persone a conoscenza delle discussioni – il segretario di Stato Marco Rubio smentendo la possibilità di un'invasione imminente dell'isola.

Le osservazioni di Rubio sono seguite a una domanda del leader della minoranza dem al Senato Chuck Schumer, che ha chiesto se l'amministrazione Trump stesse pianificando l'uso della forza militare anche in altri luoghi, tra cui il Messico e la Groenlandia. Durante il briefing, Rubio ha minimizzato l'ipotesi che gli Stati Uniti possano impadronirsi della Groenlandia con la forza. Non è chiaro se Rubio intendesse rassicurare i legislatori, ma l'amministrazione Trump ha da tempo segnalato di voler convincere la Danimarca a cedere il controllo della Groenlandia, la più grande isola del mondo. Anche il senatore repubblicano Lindsey Graham, un convinto alleato di Trump al Congresso, ha detto che ciò che l'amministrazione sta facendo sulla Groenlandia "riguarda esclusivamente i negoziati. Abbiamo bisogno del controllo legale e delle tutele giuridiche per giustificare lo sviluppo del territorio e l'invio del nostro personale sul campo".

In tale scenario la Groenlandia e la Danimarca hanno chiesto di incontrare rapidamente Rubio per discutere le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti sulle sue intenzioni di annettere l'isola artica. "L'obiettivo della riunione è discutere le dichiarazioni significative degli Stati Uniti riguardo alla Groenlandia – ha scritto su Facebook Vivian Motzfeldt, ministra degli Esteri della Groenlandia –. Finora non è stato possibile per il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrare il governo della Groenlandia; e ciò nonostante il fatto che il governo della Groenlandia e il governo danese abbiano, per tutto il 2025, richiesto una riunione a livello dei ministeri degli Esteri".

"La sicurezza artica rimane una priorità fondamentale per l'Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica – affermano in una dichiarazione congiunta il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, la premier italiana, Giorgia Meloni, il premier polacco, Donald Tusk, il premier spagnolo, Pedro Sanchez, il premier britannico, Keir Starmer e la premier danese, Mette Frederiksen –. La Nato ha chiarito che la regione artica è una priorità e gli alleati europei si stanno intensificando. Noi e molti altri Alleati abbiamo aumentato la nostra presenza, attività e investimenti, per mantenere l'Artico sicuro e scoraggiare gli avversari. Il Regno di Danimarca, compresa la Groenlandia, fa parte della Nato. La sicurezza nell'Artico deve quindi essere raggiunta collettivamente, in collaborazione con gli alleati della Nato, compresi gli Stati Uniti, sostenendo i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità delle frontiere. Questi sono principi universali e non smetteremo di difenderli. Gli Stati Uniti sono un partner essenziale in questo sforzo, come alleato della Nato e attraverso l'accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni relative alla Danimarca e alla Groenlandia". Alla timida reazione dell'Unione europea la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha risposto affermando che "Donald Trump e il suo team stanno discutendo diverse opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo".

Mentre la Danimarca prova a dare garanzie agli Usa decidendo di rafforzare la presenza militare in Groenlandia, un'altra ipotesi – secondo l'Economist – è che gli Stati Uniti stiano lavorando a un accordo di associazione con la Groenlandia che escluda la Danimarca. Un'intesa di tipo politico e militare per consentire a Washington di schierare più liberamente truppe ed espandere le sue infrastrutture militari. L'isola artica ospita già una base militare americana e, secondo il trattato di Copenhagen, non ci sono limiti espliciti al numero di militari che gli Usa Uniti possono schierare a patto che qualsiasi aumento significativo sia prima concordato. Ma al tycoon sembra non bastare. E nell'accordo con Nuuk, su cui l'amministrazione statunitense sarebbe al lavoro, fra Usa e Groenlandia si stabilirebbe un rapporto simile a quello di Washington con alcune isole del Pacifico, come gli Stati Federati di Micronesia, le Isole Marshall e la Repubblica di Palau, in base al quale le forze armate americane possono operare liberamente ed è prevista una partnership commerciale esente da dazi.


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