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Trequattrini (Bankitalia): AI rende più urgente formazione di cittadini finanziariamente alfabetizzati

L'intervento

Finanza
Trequattrini (Bankitalia): AI rende più urgente formazione di cittadini finanziariamente alfabetizzati
(Teleborsa) - "Lo sviluppo dell'intelligenza artificiale sta trasformando il settore finanziario con una velocità senza precedenti". Lo ha detto Gian Luca Trequattrini, Vice Direttore generale della Banca d'Italia, ad un evento a L'Aquila sulla cultura finanziaria.

Sul versante delle opportunità, Trequattrini afferma che "le applicazioni sono già oggi numerose e concrete: i sistemi di robo-advisory consentono di offrire consulenza finanziaria personalizzata a costi accessibili anche a chi non dispone di patrimoni elevati, abbattendo una barriera storica all'accesso ai mercati; gli algoritmi di machine learning analizzano in tempo reale enormi moli di dati per individuare anomalie, prevenire frodi e valutare il merito creditizio con criteri più granulari e potenzialmente più equi rispetto ai modelli tradizionali. Più in generale, l'intelligenza artificiale può contribuire a ridurre i costi di intermediazione, migliorare la qualità e la tempestività delle informazioni disponibili agli investitori e rendere i mercati più efficienti".

Ci sono però anche "rischi e interrogativi di grande rilievo che non possono essere sottovalutati", sostiene il Vice Direttore generale della Banca d'Italia. Il primo riguarda "la trasparenza e l'interpretabilità degli algoritmi: quando una decisione finanziaria - la concessione di un credito, la valutazione di un rischio assicurativo, la composizione di un portafoglio - viene affidata a un modello opaco, il cittadino perde la capacità di comprenderla, di contestarla e di esercitare un controllo consapevole". Il secondo concerne "il rischio di bias algoritmici: i modelli di IA sono addestrati su dati storici che riflettono le disuguaglianze del passato e possono quindi perpetuare o amplificare discriminazioni sistemiche nelle decisioni di credito, assicurazione e investimento, colpendo in misura sproporzionata le categorie già svantaggiate". Il terzo riguarda "la concentrazione del potere: l'intelligenza artificiale tende a favorire gli operatori dotati di grandi infrastrutture di dati e di calcolo, rischiando di ridurre la concorrenza e di accentrare il controllo sui mercati finanziari in poche mani".

Inoltre, c'è quella che l'esperto chiama la questione della stabilità sistemica: "modelli di IA ampiamente adottati possono generare comportamenti correlati su larga scala - tutti vendono o acquistano negli stessi momenti, seguendo le medesime segnalazioni algoritmiche - amplificando la volatilità e il rischio di crisi improvvise, come emerso in alcuni episodi di flash crash sui mercati azionari. Infine, la proliferazione di contenuti generati dall'IA - analisi, previsioni, raccomandazioni di investimento - pone il problema della veridicità e dell'affidabilità dell'informazione finanziaria circolante, esponendo gli investitori meno esperti a rischi di disinformazione e manipolazione".

È in questo quadro che "la cultura finanziaria assume una funzione nuova e più esigente rispetto al passato - dice Trequattrini - Non basta più saper leggere un rendiconto o comprendere il funzionamento di un fondo comune: occorre sviluppare una capacità critica nei confronti degli strumenti algoritmici, saper riconoscere quando una raccomandazione automatizzata merita fiducia e quando invece richiede verifica, comprendere i limiti e i presupposti dei modelli che orientano le decisioni finanziarie. In altri termini, la diffusione dell'intelligenza artificiale nella finanza rende più urgente - non meno necessaria - la formazione di cittadini finanziariamente alfabetizzati: chi non possiede gli strumenti concettuali per orientarsi non è semplicemente escluso dall'innovazione, è esposto in misura crescente ai suoi effetti indesiderati".

La cultura finanziaria - sostiene in un altro passaggio - "non è più soltanto una competenza individuale utile: è un bene pubblico la cui diffusione determina la qualità complessiva della nostra democrazia economica. Per questo la sfida educativa che abbiamo davanti richiede un impegno collettivo - di istituzioni, scuole, università, intermediari finanziari e società civile - capace di trasformare la conoscenza finanziaria da privilegio di pochi in patrimonio di tutti".
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