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Istruzione, Anief: formazione e informazione al centro dei diritti sociali

Economia, Scuola
Istruzione, Anief: formazione e informazione al centro dei diritti sociali
(Teleborsa) - È in corso a Terrasini, in provincia di Palermo, presso Città del Mare, l’importante evento "Il Pilastro europeo dei diritti sociali in Italia" che guarda ai principi e alle opportunità, alla formazione e al supporto, al confronto e alle buone pratiche. Tra gli importanti interventi troviamo quelli del Ministro dell'istruzione del merito Giuseppe Valditara che ha fatto recapitare una lettera di saluti e ringraziamenti, del Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Istruzione e del merito Paola Frassinetti che ha mandato un video messaggio, del segretario generale Cisal Francesco Cavallaro, del segretario generale Confial Benedetto Di Iacovo. L'apertura dei lavori è stata affidata al presidente nazionale dell’Anief e presidente Accademia Europa Cesi Marcello Pacifico. L’Incontro è organizzato da anni Anief, Cesi e Cisal. Per visionare la diretta basta collegarsi al canale Youtube di Anief nazionale.

Nel corso del suo intervento il prof. Marcello Pacifico ha detto che "il manifesto dei diritti sociali è una carta politica e obbliga moralmente gli stati membri a una sorta di atto di indirizzo". Tra le tematiche analizzate troviamo l’istruzione, il reddito, la disoccupazione, la parità di diritto e le pari opportunità. Ma ancora il tema della sicurezza, della disabilità, delle pensioni, della famiglia, dell’informazione e del ruolo delle parti sociali.

"È un trittico che lega il lavoro: bisogna guardare al ruolo delle parti sociali per costruire il pilastro dei diritti sociali. Il primo dato riguarda la disoccupazione, il secondo dato riguarda il livello di formazione dei lavoratori, l’ultimo dato ci riporta la povertà sociale. Parlando di istruzione, le prove Invalsi ci rimandano che gli alunni delle classi IV e V della scuola primaria hanno perso 8 punti sulle competenze matematiche rispetto al pre-covid, ma già allora erano stati persi dei punti. Sui problemi legati all’istruzione in Italia, bisogna riflettere sul fatto che si va a scuola troppo tardi, inoltre le infrastrutture non ci sono e gli organici sono sbagliati. Si deve riparlare di strategie politiche e chiedersi dove vogliamo andare. Bisognerebbe entrare a scuola a tre anni e terminare il ciclo scolastico a diciotto. Bisogna lavorare anche sugli asili nido, sulla scuola dell’infanzia, sui temi legati della famiglia, come la natalità, la tutela della maternità e della paternità", ha aggiunto Pacifico.

"Per quanto riguarda il secondo punto del pilastro europeo, si passa all’occupazione: in Italia abbiamo il più alto tasso di precariato, in Spagna esiste ma c’è la parità di trattamento anche economico tra personale di ruolo e precario. Pretendiamo lo stesso trattamento e la stessa dignità dell’impiego privato. Inoltre il tema della famiglia deve essere tutelato: le lavoratrici, l’80% dei lavoratori della scuola è donna, devono avere il diritto di conciliare famiglia e lavoro. Passiamo alla parità di genere, protezione sociale, welfare: sono temi su cui si sta lavorando. Il walfare va potenziato: bisogna pensare a sconti su luce, attiviamo le convenzioni anche per i trasporti. Sul tema della resilienza si deve lavorare ancora. Per quanto riguarda il tema dell’inclusione delle persone con disabilità, il modello italiano ha un primato: da 40 anni abbiamo abbandonato scuole speciali e classi differenziali. Ma il problema del sostegno è rappresentato dalla precarietà dei docenti di sostegno. Noi come sindacato stiamo lavorando per farli arrivare ai ruoli. Passiamo al tema delle pensioni: il lavoro dei docenti è un lavoro usurante, bisognerebbe trattare la quiescenza così come accade per le forze dell’ordine. Analizziamo il tema dell’istruzione: c’è una direttiva europea sull’informazione dei lavoratori. Il lavoratore deve essere informato, ma in Italia non è così: da settembre faremo delle assemblee sindacali poiché crediamo che l’informazione sia legata alla formazione e quindi al nostro compito di insegnanti. Tutto ciò deve accadere per una società più giusta, più equa e solidale", ha concluso il presidente dell’Anief.
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