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FED, come previsto tassi fermi al 3,50%-3,75% nella prima riunione a guida Warsh

Stima inflazione 2026 balza al 3,6%, limata la crescita al 2,2%

Banche, Finanza
FED, come previsto tassi fermi al 3,50%-3,75% nella prima riunione a guida Warsh
(Teleborsa) - Nella sua prima riunione sotto la guida di Kevin Warsh, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha approvato all'unanimità (12 voti favorevoli e 0 contrari) di mantenere l'intervallo obiettivo per il tasso sui fondi federali tra il 3,5% e il 3,75%, a sostegno del duplice mandato della Federal Reserve. La decisione era stata ampiamente prevista dal mercato.

Si tratta della quarta volta consecutiva in cui i funzionari mantengono i tassi invariati, continuando a spostare le proprie preoccupazioni dal mercato del lavoro all'inflazione, in parte dovuta all'impatto della guerra con l'Iran sui prezzi dell'energia.

Nella loro dichiarazione post-riunione, i funzionari hanno affermato che l'inflazione rimane elevata rispetto all'obiettivo del 2% fissato dal Comitato e si sono impegnati a garantire la stabilità dei prezzi.

I membri del FOMC hanno continuato a definire la crescita "solida", nonostante l'elevata incertezza dovuta, in parte, al conflitto in Medio Oriente, e hanno anche descritto la crescita della produttività e gli investimenti di capitale come "robusti", aggiungendo che l'aumento dell'occupazione ha "tenuto il passo con la forza lavoro" e il tasso di disoccupazione è rimasto sostanzialmente stabile.

L'odierna dichiarazione del FOMC è stata più breve rispetto ai recenti comunicati post-riunione, e gli osservatori di mercato ci hanno visto un possibile segnale di ciò che ci aspetta ora sotto la guida di Warsh, che ha promesso di rivoluzionare la strategia di comunicazione della Federal Reserve.

Nonostante i funzionari della FED abbiano lasciato i tassi di interesse invariati, le opinioni sono divise sulla possibilità di un loro aumento quest'anno. Le nuove proiezioni indicano che nove funzionari prevedono almeno un aumento di un quarto di punto percentuale quest'anno, mentre sei ne prevedono almeno due. Altri nove non prevedono variazioni o prevedono un taglio.

Solo 18 funzionari su 19 hanno fornito le proprie proiezioni sui tassi per la fine del 2026. L'assenza di previsioni suggerisce che il nuovo presidente, critico nei confronti della cosiddetta forward guidance, abbia deciso di non presentare una previsione sui tassi.

I policymaker hanno apportato diverse modifiche alle previsioni economiche pubblicate a marzo, poco dopo l'inizio del conflitto in Medio Oriente.

La previsione mediana per l'inflazione 2026 è balzata al 3,6% dal 2,7%. Anche la previsione per l'inflazione core nel 2026, che esclude le volatili categorie di cibo ed energia, è aumentata, passando dal 2,7% al 3,3%. Inoltre, è stata abbassata la previsione mediana di crescita (PIL) per il 2026 al 2,2%, dal 2,4% previsto a marzo, e così pure quella sulla disoccupazione che a fine 2026 è ora al 4,3%, dal 4,4% stimato in precedenza.

Per quanto riguarda il 2027, la previsione mediana per l'inflazione è stata leggermente rivista al rialzo al 2,3% dal 2,2% di marzo, più marcata invece la revisione al rialzo per inflazione core, ora al 2,5% dal 2,2%. PIL e disoccupazione confermati rispettivamente al 2,3% e al 4,3%.







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