ISTAT: export extra-Ue torna a crescere, trainato dai mezzi di navigazione
(Teleborsa) - A febbraio, l’export verso i paesi extra Ue torna a crescere su base sia mensile sia annua. Tali dinamiche, spiega l'ISTAT, sono in parte influenzate da vendite ad elevato impatto di mezzi di navigazione marittima; al netto di queste si stima un aumento congiunturale relativamente meno ampio (da +4,9% a +3,3%) e una crescita tendenziale meno sostenuta (+0,8%). La dinamica tendenziale dell’export verso gli Stati Uniti rimane elevata, ma la crescita è concentrata nella farmaceutica e negli altri mezzi di trasporto.
Anche l’import torna a crescere su base mensile. La sua lieve flessione tendenziale, sottolinea l'Istituto di statistica, è sintesi della netta riduzione degli acquisti di energia e degli aumenti rilevati per tutti gli altri raggruppamenti; al netto dell’energia, l’import cresce su base annua del 10,5%.
Nei primi due mesi del 2026, l’avanzo commerciale con i paesi extra Ue è pari a +7,8 miliardi di euro, in aumento rispetto ai primi due mesi del 2025 (+5,2 miliardi).
In dettaglio, a febbraio 2026 l'ISTAT stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27i, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+8,5%) rispetto alle esportazioni (+4,9%).
L'aumento su base mensile dell’export si deve soprattutto alle maggiori vendite di beni strumentali (+11,1%), tra cui mezzi di navigazione marittima; aumentano anche le esportazioni di beni intermedi (+4,9%) e beni di consumo non durevoli (+1,2%) mentre si riducono quelle di energia (-13,8%) e, in misura contenuta, di beni di consumo durevoli (-0,6%). Dal lato dell’import, a esclusione di beni strumentali (-0,9%), si rilevano incrementi congiunturali diffusi, i più marcati per beni di consumo non durevoli (+14,6%) ed energia (+13,7%).
Nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, rispetto al precedente, l’export cresce dell’1,8%, sostenuto dalle maggiori vendite di beni intermedi (+8,5%) e beni strumentali (+1,1%). Nello stesso periodo, l’import si riduce dello 0,6%, principalmente per effetto dei minori acquisti di beni di consumo non durevoli (-6,6%).
A febbraio, l’export cresce su base annua del 2,5% (era -5,5% a gennaio 2026). La crescita tendenziale dell’export verso i mercati extra Ue27 si deve all’aumento delle vendite di beni intermedi (+20,5%) e beni strumentali (+3%). L’import registra una lieve flessione tendenziale (-0,4%), cui contribuisce la decisa contrazione degli acquisti di energia (-30,5%), che più che compensa gli aumenti delle importazioni rilevati per gli altri raggruppamenti, il più ampio per beni di consumo non durevoli (+22,4%).
L'avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è pari a +5.529 milioni di euro (+4.827 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-3.356 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-4.800 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici scende da 9.627 milioni di febbraio 2025 a 8.885 milioni di febbraio 2026.
Sempre a febbraio, l'ISTAT rileva marcati aumenti su base annua delle esportazioni verso Svizzera (+33,1%), paesi OPEC (+14,5%) e Stati Uniti (+9,6%). Diminuiscono le vendite verso Turchia (-27,8%), Regno Unito (-16,4%), paesi ASEAN (-13,7%) e paesi MERCOSUR (-13,5%).
Le importazioni da Stati Uniti (+40,4%) e Cina (+20,4%) registrano una forte crescita tendenziale; crescono anche le importazioni dai paesi MERCOSUR (+11,6%). Per contro, si riducono gli acquisti dagli altri principali paesi partner extra Ue27: la flessione tendenziale più ampia riguarda i paesi OPEC (-28,9%).
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