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Stretto di Hormuz bloccato: noli petroliferi ai massimi storici

Finanza
Stretto di Hormuz bloccato: noli petroliferi ai massimi storici
(Teleborsa) - I costi per il trasporto marittimo di energia nel Medio Oriente hanno raggiunto livelli record. L'intensificarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran, con Teheran che ha iniziato a colpire le navi in transito nello Stretto di Hormuz, ha spinto i noli delle superpetroliere verso massimi storici mai registrati prima.

Il tasso di nolo di riferimento per le superpetroliere VLCC sulla rotta verso la Cina è balzato lunedì al valore record di W419, traducendosi in un costo di 423.736 dollari al giorno. La tariffa è raddoppiata rispetto a venerdì scorso, aggravando una situazione già tesa.

Un alto funzionario delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è chiuso e che l'Iran aprirà il fuoco su qualsiasi nave tenti il passaggio. Questa paralisi, unita alla chiusura precauzionale di molti impianti energetici in tutto il Medio Oriente, ha già causato un balzo del 10% del greggio Brent e un'impennata dei prezzi del gas naturale in Europa.

Anche il comparto del GNL è in forte sofferenza, con le tariffe giornaliere per le navi cisterna balzate di oltre il 40% lunedì a seguito dello stop della produzione in Qatar. I noli sulle rotte atlantiche sono saliti a 61.500 dollari al giorno, mentre quelli sul Pacifico hanno raggiunto i 41.000 dollari. Gli analisti di Wood Mackenzie prevedono che i noli spot per il gas potrebbero superare i 100.000 dollari già questa settimana a causa della scarsa disponibilità di navi, dovuta anche agli arretrati accumulati per il maltempo a febbraio.

Le ripercussioni logistiche si estendono ai porti strategici della regione: a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, le vendite di carburante per navi sono crollate a causa dell'interruzione delle forniture, spostando potenzialmente la domanda verso Singapore. Molti armatori hanno sospeso le operazioni a tempo indeterminato, rendendo estremamente difficile monitorare l'evoluzione dei prezzi nel Golfo.

In questo scenario di incertezza, il governo della Corea del Sud ha invitato i propri trasportatori a evitare la regione, mentre colossi come Hyundai Glovis stanno già attivando piani di emergenza per rotte e porti alternativi.
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