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ISEE 2026: come calcolarlo, novità e quali agevolazioni si possono chiedere

Economia, Welfare · 27 febbraio 2026 - 13.43

L’ISEE è una fotografia della situazione economica di un nucleo familiare, che viene “scattata” seguendo regole precise. Serve perché molte prestazioni pubbliche non sono uguali per tutti: infatti, per stabilire chi ha diritto a un aiuto, chi paga meno e quale importo spetta, lo Stato usa un numero che rende confrontabili famiglie diverse. Nel 2026, per la maggior parte delle domande, questa fotografia resta quella di sempre. Accanto, però, compare un indicatore aggiuntivo pensato per alcune prestazioni INPS legate ai figli e all’inclusione sociale. In diversi casi è più favorevole perché riconosce franchigie più alte sull’abitazione e una scala di equivalenza che valorizza di più la presenza dei figli.

Cos’è l’ISEE e perché esiste: un po’ di storia

ISEE è un acronimo che sta per Indicatore della Situazione Economica Equivalente: in pratica, è un numero che mette insieme redditi e patrimoni del nucleo e poi li equivale, cioè li rapporta alla composizione familiare tramite una scala.

È nato alla fine degli anni Novanta, più precisamente con il D.Lgs. 109/1998 come strumento unitario per stabilire accesso e livelli di agevolazione in molti servizi pubblici, per rendere confrontabili famiglie diverse, evitando che conti solo il reddito nominale.

Tuttavia, negli anni l’ISEE è diventato anche un terreno delicato: le prestazioni aumentano, i casi particolari anche e la definizione del nucleo familiare cambia in base a determinate specifiche. Con la riforma del 2013 (DPCM 159/2013) è arrivata una struttura più articolata, con l’ISEE ordinario e ISEE specifici per alcuni ambiti, proprio perché questo indicatore non può funzionare sempre uguale per tutti i contesti.

Il DPCM 159/2013 ha quindi ridisegnato regole e campi di applicazione, rendendo l’ISEE uno strumento più completo e, insieme, più procedurale. Infatti, sono cambiate le regole di calcolo e sono stati introdotti diversi tipi di ISEE (ordinario, università, socio-sanitario, etc.), rendendo l’indicatore più dettagliato e strutturato. Da quel momento, per accedere a moltissimi bonus, agevolazioni e servizi pubblici, l’ISEE è diventato un passaggio quasi obbligatorio.

Nel 2016 sono arrivate modifiche e chiarimenti anche a seguito del contenzioso su alcune componenti legate alla disabilità, con interventi normativi che hanno toccato la disciplina operativa dell’indicatore. Nel 2025, invece, il focus è stato il patrimonio mobiliare sensibile: titoli di Stato e strumenti postali entro una soglia diventano escludibili dal calcolo, con un impatto diretto soprattutto su chi ha risparmi prudenti. Questo passaggio è stato formalizzato con il DPCM 14 gennaio 2025 n. 13, efficace dal 5 marzo 2025.

Come si calcola l’ISEE

Il calcolo dell’ISEE si fa considerando alcuni fattori. Prima di tutto si costruisce l’ISE (Indicatore della Situazione Economica) sommando redditi e una quota del patrimonio, poi si divide per un parametro che dipende da quante persone compongono il nucleo e da alcune condizioni (ad esempio, la presenza di figli minorenni, o di persone con disabilità o non autosufficienti, nuclei monoparentali, etc.).

Prima si mette insieme la forza economica della famiglia. Si sommano tutti i redditi dei componenti e si aggiunge una parte del patrimonio, che conta solo per il 20%. Quello che si ottiene è l’ISE.

Poi questo numero viene adattato alla dimensione della famiglia: lo si divide per la scala di equivalenza, cioè un parametro che cresce se il nucleo è più numeroso o ha particolari caratteristiche.

In pratica:

  • Più redditi e patrimoni: ISE più alto;
  • Più persone in famiglia: numero divisore più alto;
  • Divisore più alto: ISEE più basso a parità di ricchezza.

Entrando più nello specifico, sono tre le chiavi principali da considerare per questa formula.

La prima: l’ISEE 2026 usa, di regola, redditi di due anni prima e patrimoni al 31 dicembre di due anni prima. Quindi, per il 2026, si guarda al 2024. Questo spiega perché un cambiamento recente di lavoro o reddito può non emergere subito, ed è il motivo per cui esiste l’ISEE corrente in caso di variazioni rilevanti.

La seconda: il patrimonio pesa solo per una quota, perché entra al 20%. Questo significa che è trattato come una componente che integra il reddito, non che lo sostituisce.

La terza: il nucleo non coincide sempre con lo stato di famiglia. Le regole ISEE includono legami che restano anche con residenze diverse in casi specifici, e il risultato può cambiare in modo netto solo per come è composto il nucleo.

La scala di equivalenza: perché due famiglie con lo stesso reddito ottengono ISEE diversi

La scala di equivalenza è l’elemento che normalizza l’ISEE: più componenti ci sono, più alto è il parametro, e quindi più basso tende a risultare l’ISEE a parità di ISE.

I parametri base previsti dal regolamento sono:

  • 1 componente: 1,00
  • 2: 1,57
  • 3: 2,04
  • 4: 2,46
  • 5: 2,85, con incremento per ogni componente ulteriore.

Poi arrivano le maggiorazioni, che nel tempo sono cambiate spesso perché sono la parte politica dell’indicatore: decidono quali situazioni il sistema vuole rendere più protette.

Novità 2026: nasce un nuovo valore ISEE per alcune prestazioni INPS

Dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio ha introdotto un nuovo valore ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione. Non sostituisce l’ISEE ordinario, ma ci convive, e vale solo per alcune prestazioni gestite dall’INPS, come l’Assegno di Inclusione, il Supporto per la Formazione e il Lavoro, il Bonus nido, il Bonus nuovi nati e, in parte, l’Assegno Unico.

In pratica, si tratta di un ISEE parallelo che parte dagli stessi redditi e patrimoni, ma modifica due elementi chiave:

  1. La franchigia sulla casa di abitazione, che è più alta rispetto a quella prevista nell’ISEE ordinario. Questo significa che una quota maggiore del valore dell’abitazione principale viene esclusa dal calcolo.
  2. La scala di equivalenza, che pesa di più la presenza dei figli, rendendo il risultato finale più basso per le famiglie con bambini.

Il risultato è spesso un valore ISEE inferiore rispetto a quello ordinario, quindi più favorevole per accedere a determinate prestazioni. Non serve fare una nuova domanda separata: l’INPS lo calcola automaticamente a partire dalla DSU presentata dal 1° gennaio 2026, se la prestazione richiesta rientra tra quelle che lo prevedono.

La logica di calcolo resta la stessa dell’ISEE tradizionale:

  • Si sommano i redditi del nucleo;
  • Si aggiunge il 20% del patrimonio;
  • Si divide per la scala di equivalenza.

La differenza sta nei correttivi applicati prima della divisione (come la maggiore esclusione del valore della casa) e nel parametro della scala, che aumenta maggiormente in presenza di figli.

L’INPS ha spiegato che le procedure sono state adeguate per calcolare questo nuovo valore sulle DSU presentate dal 1° gennaio 2026 e che alcune domande con esito potenzialmente negativo vengono sospese e poi riesaminate automaticamente con il nuovo indicatore, quando più favorevole.

La franchigia sulla prima casa sale, ma non per tutti gli usi dell’ISEE

La novità più visibile riguarda l’abitazione principale. Per il nuovo valore ISEE la franchigia sale a 91.500 euro, e sale a 120.000 euro per chi risiede in un Comune capoluogo di città metropolitana. A questi importi si aggiunge un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.

Quali prestazioni usano il nuovo indicatore

Le nuove regole non valgono per tutte le richieste fatte con l’ISEE, ma solo per alcune prestazioni specifiche. Pertanto, se si chiede una tariffa agevolata comunale, l’ISEE universitario o un bonus che non rientra tra quelli indicati dalla norma, si continua a usare l’ISEE ordinario, senza le regole più favorevoli. Spieghiamo meglio nella seguente tabella.

Prestazione (INPS)Nel 2026 può usare l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione?
Assegno di inclusione
Supporto per la Formazione e il Lavoro
Assegno Unico e Universale Sì*
Bonus asilo nido e supporto domiciliare
Bonus nuovi nati

* Per l’Assegno Unico, l’INPS ha anche chiarito che le mensilità di gennaio e febbraio 2026 restano calcolate con l’ISEE valido al 31 dicembre 2025, per continuità nei pagamenti.

Novità ISEE 2025 confermate anche nel 2026: quali sono

Dal 2025, con il DPCM 14 gennaio 2025 n. 13, alcuni strumenti (titoli di Stato e prodotti postali) possono essere esclusi dal patrimonio mobiliare entro il limite complessivo di 50.000 euro per nucleo. È una modifica che rende l’indicatore meno punitivo per chi ha risparmi in strumenti a basso rischio.

A livello operativo, l’INPS distingue tra DSU precompilata e DSU autodichiarata: nella precompilata l’esclusione può risultare gestita in modo automatico, mentre nella modalità autodichiarata l’onere di applicarla correttamente ricade su chi compila, seguendo le istruzioni INPS.

Quali agevolazioni si possono chiedere con l’ISEE 2026

L’ISEE 2026 determina chi può accedere e quanto può ricevere in molte misure. Facciamo qualche esempio pratico.

Se parliamo di servizi locali, con l’ISEE è possibile ottenere tariffe ridotte per asilo nido comunale, mensa scolastica, trasporto scolastico, assistenza domiciliare, centri estivi. In questo ambito non esiste un importo fisso: ogni Comune stabilisce fasce ISEE e più il valore è basso, meno si paga.

Per l’università, l’ISEE (nella versione ISEE Università) determina l’importo delle tasse universitarie, l’accesso a borse di studio regionali e alloggi studenteschi. Anche in questo caso si lavora per soglie: sotto una certa fascia si paga molto meno o si accede a benefici aggiuntivi.

Sulle utenze domestiche, l’ISEE consente di ottenere i bonus sociali per luce, gas e acqua se si rientra nelle soglie previste. Questo beneficio è automatico una volta presentata la DSU e verificati i requisiti.

Per l’Assegno Unico, l’importo mensile per ogni figlio varia in base all’ISEE: sotto una certa soglia si ottiene l’importo massimo, e man mano che l’ISEE sale l’assegno diminuisce fino alla quota minima. Senza ISEE si riceve automaticamente l’importo minimo.

Per l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la Formazione e il Lavoro, l’ISEE è proprio una condizione di accesso: se si supera la soglia prevista, la domanda viene respinta.

Come fare l’ISEE nel 2026: DSU, precompilata e simulatore

Per avere l’ISEE bisogna presentare la DSU, ovvero la Dichiarazione Sostitutiva Unica. È il modulo con cui si comunicano all’INPS i dati del nucleo familiare: chi ne fa parte, quali redditi ha percepito, quali conti correnti o immobili possiede. Una volta inviata la DSU, l’INPS incrocia le informazioni con i dati dell’Agenzia delle Entrate e di altri archivi pubblici e rilascia l’attestazione ISEE, che è il documento ufficiale con il valore calcolato.

Oggi la modalità più semplice è la DSU precompilata, accessibile online con SPID, CIE o CNS sul sito ufficiale dell’INPS. In questo caso molti dati sono già inseriti automaticamente: parliamo principalmente di redditi dichiarati, patrimoni finanziari comunicati dagli intermediari e trattamenti INPS. Il cittadino deve verificare che siano corretti, integrare eventuali informazioni mancanti (ad esempio saldi o giacenze non presenti) e confermare. Questo riduce il rischio di errori e di incongruenze che potrebbero bloccare una domanda di bonus. In alternativa, si può presentare la DSU tramite un CAF o patronato, che accede al portale INPS per conto del cittadino e gestisce la pratica.

Diverso è il simulatore ISEE, disponibile sempre sul sito dell’INPS: serve solo per farsi un’idea approssimativa del risultato, inserendo manualmente numeri stimati. Non produce un documento valido. In pratica, il simulatore aiuta a capire se si è più o meno dentro una soglia. Invece, è l’attestazione ISEE a essere l’unico valore che permette di presentare una domanda e ottenere effettivamente una prestazione.

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