(Teleborsa) - La società americana
Venture Global si è detta pronta a stabilizzare i
mercati energetici globali mettendo a disposizione la più grande riserva mondiale di carichi di gas naturale liquefatto (GNL) non ancora contrattualizzati. L’annuncio del CEO
Mike Sabel segue la decisione di
QatarEnergy di interrompere la produzione e prepararsi a dichiarare la forza maggiore sulle spedizioni a causa degli attacchi di droni iraniani al complesso di
Ras Laffan.
Il blocco della produzione qatariota colpisce circa il
20% dell'offerta globale, un volume fondamentale per l'equilibrio energetico di Asia ed Europa. In un contesto già teso per l'inverno europeo, i prezzi del gas sono schizzati: il
benchmark TTF è balzato di oltre il 40% a 45,38 euro/MWh, mentre il JKM asiatico è salito del 39%.
Sabel ha spiegato che, sebbene i
prezzi elevati favoriscano i margini dell'azienda, l'obiettivo a lungo termine rimane quello di mantenere quotazioni basse per sostenere la
domanda.
L'escalation del conflitto, con i raid USA e israeliani in Iran e la successiva ritorsione di Teheran, ha colpito duramente anche il
petrolio. Il
Brent ha toccato un picco di 82,37 dollari al barile (+13%) prima di ripiegare, mentre lo
Stretto di Hormuz è di fatto bloccato con circa 150 navi rimaste all'ancora dopo il danneggiamento di tre navi cisterna e la morte di un marittimo.
Gli analisti avvertono che un rialzo sostenuto dei prezzi energetici potrebbe alimentare l'
inflazione e minacciare la
ripresa economica globale. Negli Stati Uniti, il timore è che il prezzo della
benzina al dettaglio superi i 3 dollari al gallone, rappresentando un rischio politico significativo per il presidente
Donald Trump e il Partito Repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.
Sebbene l'
Agenzia Internazionale dell'Energia ritenga il mercato ben rifornito nel lungo periodo,
JPMorgan ha avvertito che un blocco di 3-4 settimane nello Stretto di Hormuz potrebbe spingere il Brent sopra i 100 dollari.