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Iran, Trump avverte: "Il tempo stringe". Obbligazionario in tensione

La paura di un'impennata inmflazionistica ingestibile sta mettendo in allarme i mercati mondiali mentre non si vede uno spiraglio per un accordo di pace

Finanza, Politica
Iran, Trump avverte: "Il tempo stringe". Obbligazionario in tensione
(Teleborsa) - E' ancora lontano un accordo fra Stati Uniti ed Iran, finalizzato alla fine del conflitto ed alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il Presidente americano Donald Trump, rientrato dal viaggio diplomatico in Cina ha sentito il leader israeliano Benjamin Netanyahu per valutare la ripresa degli attacchi ed ha lanciato un altro avvertimento a teheran.

Secondo l'emittente israeliana Kan, Netanyahu e Trump avrebbero intrattenuto una conversazione telefonica durata oltre mezz'ora ed avrebbero parlato della possibile ripresa dei combattimenti in Iran. La conferma della conversazione con Netanyahu è arrivata dallo stesso Trump, che in un post sul social Truth ha lanciato un avvertimento alle autorità iraniane: "Per l'Iran il tempo stringe e farebbero meglio a darsi una mossa, in fretta, altrimenti non rimarrà più nulla. Il tempo è essenziale!".

L'agenzia di stampa iraniana Fars ha scritto che Washington ha posto cinque condizioni per un accordo di pace, fra cui spiccano il trasferimento dell'uranio negli Stati Uniti, la rinuncia alle riparazioni di guerra e lo sblocco di meno di un quarto dei beni iraniani congelati. Altra parte della stampa iraniana scrive che gli USA non hanno offerto "alcuna concessione tangibile" ed hanno continuato a fare richieste già bocciate dall'Iran.

E mentre non si vede alcuna apertura nei negoziati, il crollo dei mercati obbligazionari globali sta intensificando le pressioni per il raggiungimento di un accordo di pace. I titoli di Stato statunitensi hanno registrato cali su tutta la curva, mentre il rendimento dei titoli trentennali è schizzato ai massimi degli ultimi tre anni sui timori di un'accelerazione dell'inflazione (i dati della scorsa settimana sono pessimi con un'inflazione USA attestatasi al 3,8%).

Alla riapertura die mercati obbligazionari oggi, il rendimento dei titoli a 30 anni è schizzato al 5,142%, mentre il decennale è salito al 4,617%, sulla convinzione che la Fed non potrà esimersi0 a giugno di rivalutare la situazione alla luce della crescita dell'inflazione.

Parallelamente, il decennale giapponese questa mattina è lievitato al 2,74% dopo aver sfiorato il 2,80% su livelli che non si vedevano dal 1996, ma sono in rialzo anche i rendimenti die decennali dell'Eurozona, con il BTP italiano che lievita al 3,99% e il Bund tedesco che si porta al 3,18%, mentre lo Spread aumenta a 79 punti.

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