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Il tonfo di Kering (a causa di Gucci) trascina al ribasso l'intero settore lusso

Bene invece L'Oréal dopo i conti

Finanza
Il tonfo di Kering (a causa di Gucci) trascina al ribasso l'intero settore lusso
(Teleborsa) - Il tonfo (-12%) del colosso francese Kering, a causa dei risultati deludenti del brand chiave Gucci, trascina al ribasso l'intero settore europeo del lusso nella seduta odierna.

Le vendite di Gucci, che rappresentano circa la metà dell'utile del gruppo, sono diminuite del 6% (al netto delle fluttuazioni valutarie), attestandosi a 1,29 miliardi di euro nel terzo trimestre 2026, ben sotto le attese degli analisti. A livello di gruppo, Kering ha registrato ricavi per 3,3 miliardi di euro, in calo dell'1% su base organica.

Sebbene a livello di gruppo "i dati siano risultati sostanzialmente in linea con il consenso, si è registrato un calo significativo per Gucci nel canale chiave DTC (vendita diretta al consumatore), che ha segnato una flessione organica del 9%, a fronte di una previsione di consenso di circa -6%", sottolinea Barclays, che ha tagliato le stime di Kering a seguito del risultato inferiore alle attese di Gucci e del deterioramento del contesto generale della spesa nel settore del lusso.

Stamattina diverse case d'affare hanno rivisto i loro giudizi sulla società: Jefferies ha ridotto il target price da 220 a 200 euro, JPMorgan da 215 a 200 euro, Berenberg da 164 a 158 euro.

Interpellata durante una conferenza stampa in merito alla possibilità di tornare a una crescita complessiva entro l'anno, la CFO Armelle Poulou ha preferito non commentare, rimandando alla pubblicazione dei risultati dell'intero esercizio, secondo quanto riferisce Reuters. Poulou ha dichiarato che Kering intende incrementare gli investimenti in marketing ed esperienza del cliente, con l'obiettivo di attrarre un maggior numero di acquirenti. "Continuiamo a portare avanti il ??nostro piano con la massima disciplina", ha affermato Poulou aggiungendo che Kering ha già ridotto la propria rete di vendita di 105 punti vendita, con l'obiettivo di arrivare a 125 chiusure entro la fine dell'anno.

Kering non è l'unica società del lusso ad aver pubblicato i risultati in questi giorni e gli analisti si stanno interrogando su movimenti già visti altrove. Barclays sostiene che l'attuale revisione delle aspettative di Hermès richiama alla mente il caso di Ferrariin seguito al Capital Markets Day: ??all'epoca, prospettive di crescita più contenute sollecitarono interrogativi più ampi sul potere di determinazione dei prezzi (pricing power) e sulla sostenibilità del modello di business. Da allora, Ferrari è riuscita a ricostruire le aspettative sugli utili e la fiducia degli investitori, offrendo un possibile modello di riferimento per l'evoluzione del dibattito su Hermès. "A nostro avviso, la questione riguarda entrambi i titoli: storicamente, Ferrari ed Hermès hanno rappresentato importanti parametri di riferimento per le valutazioni relative - si legge in una nota - tuttavia, oggi Ferrari è scambiata con un premio sul rapporto P/E (prezzo/utili) che raggiunge un picco di circa il 22%, a seguito di un rerating relativo del 47% da inizio anno. Riteniamo che questo differenziale, insolitamente ampio, stia limitando sempre più il multiplo di Ferrari; una ripresa di Hermès potrebbe cambiare tale dinamica".

Oggi spicca invece il rialzo di L'Oréal, le cui azioni raggiungono il livello più alto da giugno 2024, dopo che le vendite del terzo trimestre hanno superato le attese. Il colosso francese della cosmetica ha registrato nel terzo trimestre un incremento delle vendite del 7,7%, a 11,56 miliardi di euro (nettamente superiore alla previsione del 5,4% formulata dagli analisti).

Guardando a Piazza Affari, Moncler scambia in ribasso dell'1,34%, Brunello Cucinelli presenta una flessione dell'1,90%, Ferragamo mostra un decremento del 3,08%.
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