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Sfida per Trevi, ICOP rilancia prima della partenza di Webuild: "condividiamo le sinergie"

La famiglia Petrucco punta sul progetto industriale

Finanza
Sfida per Trevi, ICOP rilancia prima della partenza di Webuild: "condividiamo le sinergie"
(Teleborsa) - ICOP, società friulana di ingegneria del sottosuolo, rilancia su Trevi con un aumento della propria offerta, accendendo la sfida con Webuild proprio prima dell'inizio, nella giornata di lunedì prossimo, dell'offerta concorrente del colosso delle costruzioni e dell'ingegneria guidato da Pietro Salini.

ICOP ha aumentato il corrispettivo da 0,133 a 0,165 azioni ICOP per ogni azione Trevi, con un incremento del 24,1% rispetto all’offerta iniziale. Il nuovo corrispettivo valorizza ciascuna azione Trevi 5,165 euro, con un premio del 14,8% rispetto all’offerta di Webuild (pari a Euro 4,500).

Webuild ha offerto 4,50 euro per azione in contanti, mentre il titolo nell'ultime mese ha oscillato tra 4,62 e 4,77 euro.

La famiglia Petrucco, che vede anche la quarta generazione impegnata in azienda, confida che il rilancio deciso oggi dal CdA riuscirà a convincere gli azionisti, finora freddi nell'aderire all'OPS (adesioni sotto lo 0,01% nelle prime due settimane) in attesa della partenza dell'offerta concorrente e del rilancio stesso di ICOP, che sembrava ormai scontato per avere chance di conquistare Trevi. "Non abbiamo intenzione di impegnarci in una lotta muscolare o mediatica - dice però a Teleborsa Giacomo Petrucco, responsabile Investor Relations della società - Manteniamo il focus sulla disciplina industriale e finanziaria".

Quelle di ICOP e Webuild non sono offerte differenti solo nella componente economica, ma anche nella conformazione del nuovo gruppo e nella valorizzazione delle competenze di Trevi, che dopo tempi difficili quest'anno ha completato un turnaround e raccolto 100 milioni di euro in un aumento di capitale. "Non credo alle aggregazioni verticali tra general contractor e player specialistici - afferma Piero Petrucco, amministratore delegato e padre di Giacomo - Secondo me, in generale, distruggono valore e non lo creano, perché è inevitabile nella meccanica che si genera che lo specialista venga assorbito e distrutto. Webuild, quando si chiamava Impregilo, ha un'esperienza in proposito: SGF durò pochi anni". Inoltre, "tutti e due diciamo di voler creare un campione nazionale - osserva l'AD - Con tutte le differenze del caso, perché Webuild è venti volte più grande di noi, solo l'espressione è uguale mentre il senso è totalmente diverso. Il nostro è il tentativo di fare il campione nazionale dell'ingegneria del sottosuolo e vogliamo competere con gli specialisti, l'altra è un'aggregazione sempre più grande da general contractor".

Nel piano standalone di ICOP, approvato lo scorso luglio, sono previsti ricavi 2029 a 900-950 milioni di euro, rispetto ai 503 milioni di euro del 2025, con un CAGR 2025-2029 del +15-17%, e un EBITDA 2029 di 170-190 milioni di euro (CAGR del +16-20%), rispetto ai 93 milioni di EBITDA Pro-Forma Adjusted del 2025. ICOP e Trevi - facendo la mera somma dei due piani industriali e senza le eventuali sinergie - presentano ricavi aggregati pari a 1,1 miliardi di euro pro-forma sulla base dei dati 2025 (di cui 624 milioni di euro da Trevi), con l'obiettivo di raggiungere circa 1,7 miliardi di euro al 2029, e un EBITDA Adjusted aggregato in crescita dai 179 milioni di euro del 2025 (93 milioni ICOP e 86 milioni Trevi) a circa 280 milioni di euro al 2029. ICOP ha detto che l'operazione permetterà di generare sinergie a regime, a decorrere dal quarto anno dal perfezionamento, comprese tra 120-140 milioni di euro di ricavi addizionali annuali e tra 55-75 milioni di euro di EBITDA all'anno.

"Abbiamo un piano industriale che è espressione solo dei numeri organici e abbiamo indicato una strategia di aggregazione - spiega Giacomo Petrucco - Questo dei piccoli operatori specializzati è un settore frammentato ma con grandissimo potenziale, perché offrendo una piattaforma con servizi complementari, accesso alla finanza, ricerca e sviluppo, potenziale commerciale è possibile ottimizzare, quindi creare delle sinergie con queste società e fare aggregazione di imprese sane, autonome, coerenti". Trevi è "un'opportunità per accelerare questo percorso, perché ovviamente è più grande dimensionalmente e dà accesso più rapido a geografie in cui comunque abbiamo intenzione di arrivare - come quella australiana - o di rafforzarsi - come negli Stati Uniti - aggiunge - Abbiamo anche letto con sorpresa che è solo Trevi che porta sinergie. Non è così, perché il problema non è tanto l'accesso alla geografia ma anche il mix e la componente tecnologica. Noi siamo più profittevoli perché siamo concentrati in geografie ad alto valore aggiunto e siamo strutturalmente molto più profittevoli di Trevi perché non facciamo solo fondazioni".

"Con Trevi le sinergie sono molto forti - gli fa eco l'AD - E lo schema dell'OPS, che dobbiamo cercare di far capire al mercato, si basa sull'idea di condividere con gli azionisti di Trevi le sinergie dell'operazione. Non bisogna quindi guardare solo il prezzo di qualche mese fa, ma il potenziale congiunto. Dopodiché, noi ragioniamo sempre come azionisti di ICOP e siamo molto attenti a garantire che tutta la crescita inorganica sia fatta a un livello sostenibile e accrescitivo per i nostri azionisti". I vertici di ICOP fanno anche notare che, quando Trevi ha fatto l'aumento di capitale, il disegno dichiarato era di proporsi come soggetto aggregante in uno spazio frammentato: "Noi siamo molto d'accordo e non abbiamo cambiato idea, quindi la proposta all'azionista di Trevi è coerente: aggreghiamo questo spazio ad alto potenziale, ma facciamolo valorizzando Trevi come player specializzato nella sua nicchia, non generalista".

Trevi ha finora respinto nettamente entrambe le offerte (l'offerta di Webuild è stata annunciata il 29 luglio 2026, quella di ICOP il 28 giugno). Ieri, 24 settembre, il CdA ha detto che il corrispettivo dell'offerta di Webuild è non congruo dal punto di vista finanziario (stimando un range di 5,1-6,1 euro con metodo discounted cash flow e di 4,9-5,7 euro con multipli di borsa, sulla base delle valutazioni degli advisor). Inoltre, ha osservato che le sinergie dichiarate potrebbero essere astrattamente conseguibili, ma gli azionisti che aderissero non parteciperebbero alla relativa creazione di valore; e che il perfezionamento è subordinato a condizioni di efficacia poste nell'esclusivo interesse dell'offerente, che determinano significativi profili di incertezza in merito allo stesso perfezionamento dell'OPA. Il 10 settembre il CdA aveva ritenuto non congruo anche il corrispettivo di ICOP, affermando che le motivazioni dell'offerta si fondano in misura rilevante su sinergie incerte e difficilmente valutabili, non adeguatamente riflesse nel corrispettivo; e che l'offerta è stata promossa in corrispondenza di livelli di prezzo ancora influenzati dagli effetti dell'aumento di capitale.

Intanto, ICOP sta continuando nella sua strategia "buy-and-build" (dopo le acquisizioni degli ultimi anni di AGH e Palingeo), a prescindere a come andrà la partita Trevi. Ieri sera, ha annunciato l'intenzione di acquisire il 51% di Ediltunnel, azienda con sede a Lecce che consentirà l'integrazione di competenze e servizi complementari nelle tecnologie trenchless. L'Enterprise Value indicativo è pari a 6,5 volte l'EBITDA rettificato del 2025 e implica una valutazione di circa 47 milioni di euro per l'intero capitale e di circa 24 milioni di euro per la quota del 51%, al netto degli aggiustamenti per la PFN. Si tratta di un'operazione "perfettamente allineata con quelle precedenti, soprattutto con Palingeo. È una realtà con la quale collaboriamo da tempo e che riteniamo un piccolo gioiello, è un'impresa familiare molto compatta e tecnicamente molto brava. Ci sono tutte le premesse per fare bene", dice Piero Petrucco. "Noi non vogliamo distruggere identità o autonomia - aggiunge - Con Palingeo, a un anno di distanza, la cosa sta funzionando splendidamente, i rapporti con i vecchi proprietari sono addirittura migliorati. Riteniamo molto importante non disperdere questo patrimonio, perché se annacqui queste realtà in un mare grande perdi il grip".
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