BCE verso conferma tassi fra impennata energia e crisi francese
Oggi la riunione del Board id politica monetaria che dovrebbe confermare l'attuale livello die tassi d'interesse
(Teleborsa) - La BCE si prepara oggi ad annunciare le decisioni di politica monetaria, anche se non sono attese grandi novità in materia di tassi d'interesse, che dovrebbero venir confermati sull'attuale livello, con un tasso sui depositi al 2,5%. Più probabile un aumento a dicembre, ultima riunione dell'anno e momento clou, perché le previsioni sull'inflazione formulate dallo staff economico arriveranno a coprire un arco temporale più lungo fino al 2028.
Il nodo della geopolitica e dell'inflaizone
A condizionare le previsioni ci sono ancora l'incertezza sulla durata della guerra in Iran e del conflitto in Ucraina, che hanno ripercussioni sui prezzi dell'energia e, a cascata, sul livello generale die prezzi. L'inflazione in Europa ha registrato un'impennata al 3,8%, risultando quasi il doppio rispetto al target del 2% fissato dalla banca centrale.
La crisi francese ed i rendimenti dei titoli di Stato
Le decisioni della BCE si incroceranno anche con altre questioni emergenti, non ultima la crisi in Francia, innescata da uno sbilanciamento dei conti pubblici, che ha spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di stato e gonfiato lo Spread, tanto da far pensare ad una nuova crisi del debito in Europa. L'evoluzione della situazione non fa stare tranquille le autorità di politica monetaria, che vi ravvisano un elemento di rischio in più per la tenuta dell'economia europea, che sta già perdendo slancio.
Scelte difficili, complicate dall'impennata dell'energia
"La BCE si trova di fronte a scelte difficili", sottolinea Rikkert Scholten, Strategist di Robeco, in vista della riunione. "Il mercato è in stato di forte allerta, poiché i prezzi dell’energia stanno raggiungendo livelli che rientrano negli scenari preoccupanti, mentre allo stesso tempo gli spread degli OAT hanno toccato nuovi massimi", spiega l'analista, aggiungendo che "quella che sembrava una decisione facile, ovvero mantenere i tassi invariati, è diventata più complessa a causa del nuovo aumento dei prezzi dell’energia registrato negli ultimi giorni". Su queste basi ci si aspetta che la BCE prenda tempo per valutare, da un lato, l'andamento del prezzo dell'energia, dall'altro la tendenza dei rendimenti dei titoli di Stato francesi (OAT), il cui aumento potrebbe rendere privo di senso un intervento sui tassi BCE.
Una posizione condivisa anche da Vanguard. "C attendiamo che la Bce mantenga invariato il tasso sui depositi al 2,50% nella riunione di giovedì, in linea con le attese del mercato. La crescita si conferma relativamente solida, ma il rallentamento dell’attività economica e le condizioni finanziarie più restrittive offrono alla Bce margine per una pausa", spiega Josefina Rodriguez, Economista di Vanguard, aggiungendo che "al contempo l’aumento dei prezzi dell’energia alimenta i rischi al rialzo per l’inflazione". "Riteniamo quindi che ottobre rappresenti un arresto temporaneo e non la fine del ciclo, con due ulteriori rialzi di 25 punti base che porteranno il tasso di riferimento al 3,0% entro la fine del 2027", conclude l'analista.
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