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Petrolio sotto i 100 dollari, Treasury in calo. Bessent rassicura sul debito USA

I rendimenti a 10 e 30 anni scendono dai massimi del 2002, ma gli investitori restano cauti sulla sostenibilità dei conti pubblici americani

Finanza
Petrolio sotto i 100 dollari, Treasury in calo. Bessent rassicura sul debito USA
(Teleborsa) - I rendimenti dei Treasury statunitensi hanno ritracciato dai massimi raggiunti dal 2002, interrompendo almeno temporaneamente la forte ondata di vendite che ha colpito il mercato obbligazionario globale. A favorire il movimento sono stati il calo del petrolio e i segnali di maggiore disponibilità di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz.

Il rendimento del Treasury decennale è sceso di 3 punti base al 5,27%, mentre quello del trentennale ha perso 4 punti base al 5,63%. Il biennale è rimasto invece sostanzialmente stabile.

Bessent: crescita e tagli per ridurre il debito
A sostenere il mercato sono state anche le parole del segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha cercato di rassicurare gli investitori sulla sostenibilità dei conti pubblici. Secondo Bessent, una combinazione di maggiore crescita economica e contenimento della spesa dovrebbe iniziare rapidamente a ridurre il ritmo di crescita del debito federale.

Il mercato resta però scettico. Con un deficit intorno al 6%, gli investitori chiedono misure concrete e non soltanto l'obiettivo di invertire la traiettoria del debito.

Petrolio e rischio inflazione
Il calo del greggio sotto i 100 dollari al barile ha contribuito ad allentare le pressioni sui rendimenti, ma per un'inversione più duratura della curva obbligazionaria potrebbe essere necessario un calo più ampio dei prezzi dell'energia, compresi quelli dei prodotti raffinati.

Il tema è particolarmente rilevante perché la guerra tra Stati Uniti e Iran ha alimentato i timori di nuove pressioni inflazionistiche e di una Federal Reserve costretta a mantenere una politica monetaria più restrittiva.

Allarme sul debito americano
Restano inoltre forti i timori sulla sostenibilità del debito USA. Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, ha avvertito che gli Stati Uniti si stanno avvicinando ai limiti del ciclo del debito e potrebbero affrontare una crisi entro tre anni se la spesa continuerà a superare le entrate.

Anche la domanda estera rappresenta un rischio: Cina e Giappone, tra i principali creditori degli Stati Uniti, potrebbero ridurre l'esposizione ai Treasury.

HSBC considera invece eccessive le aspettative di circa 80 punti base di rialzi dei tassi Fed nel 2027, pur continuando a prevedere un ampliamento del differenziale tra i rendimenti dei Treasury a 5 e 30 anni. L'elevata volatilità e l'assenza di chiari livelli tecnici di resistenza continuano infatti a frenare gli investitori, nonostante l'attrattiva dei rendimenti ai massimi della parte lunga della curva.
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