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Martedì 18 Dicembre 2018, ore 17.09
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Ecco perché Conte si accontenta

Sarà una estate rovente, ma sulle migrazioni la Ue ha accolto finalmente le richieste dell'Italia

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Dopo aver alzato il livello dello scontro sulla questione dello sbarco dei migranti, ed aver costretto prima la Spagna ad accogliere la Aquarius e poi Malta ad aprire il proprio porto alla Lifeline per una distribuzione concordata dei richiedenti asilo per verificare la sussistenza dei titoli per l'accoglienza umanitaria, si era pure arrivati allo scontro frontale con l'asse franco-tedesco. Era stata preparata per il vertice informale di Bruxelles una bozza di documento volto ad affrontare unicamente il tema dei movimenti secondari: in pratica, era pronto il via libera al ritrasferimento in Italia di tutti coloro che erano approdati qui da noi, e che poi avevano cercato una miglior sorte in altri Paesi europei: su questo, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva avuto la meglio in un colloquio telefonico con la Cancelliera Angela Merkel. Era stato un misunderstanding: la trattativa ricominciava da capo, sulla base del documento italiano che auspica una strategia multilivello.

Anche nel colloquio informale avuto a Roma dal Premier italiano con il Presidente francese Emmanuel Macron, in visita a Papa Francesco, la posizione italiana è stata chiara: sulla gestione dei flussi serve la cooperazione a livello europeo.

Il documento in 12 punti votato a Bruxelles nella notte tra il 28 ed il 29 giugno, nel Vertice europeo di San Pietro e Paolo, rispecchia i nuovi equilibri della sovranità all'interno dell'Unione europea: siamo di fronte ad una rinazionalizzazione delle politiche, rispetto a cui non ci sono poteri di Bruxelles per esigere l'adempimento di impegni precisi e cogenti. L'Accordo di Dublino dovrà essere rinegoziato, e solo allora si verificherà il raggiungimento del nuovo equilibrio richiesto dall'Italia tra responsabilità nel salvataggio delle vite in mare e solidarietà.

Si poteva fare di più?

Si poteva ottenere di più?

L'importante era uscire con una direzione di marcia chiara da una situazione emergenziale, insostenibile. Non si può bloccare una nave al giorno, senza poi costruire il necessario consenso politico sulle strategie da seguire, nella lotta al traffico di uomini.

Qui, i risultati per l'Italia sono stati chiari.

Il Consiglio europeo è determinato a proseguire e rafforzare la politica di approccio globale al fenomeno della migrazione, per impedire il ritorno ai flussi incontrollati del 2015 e ad arginare ulteriormente la migrazione illegale su tutte le rotte esistenti ed emergenti.
Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, gli sforzi per fermare i contrabbandieri che operano fuori dalla Libia o altrove devono essere ulteriormente intensificati.
L'Ue continuerà a sostenere l'Italia e altri Stati membri in prima linea. Rafforzerà il suo sostegno alla regione del Sahel, alla guardia costiera libica, alle comunità costiere e meridionali, alle condizioni di accoglienza umane, ai ritorni umanitari volontari, alla cooperazione con altri paesi di origine e di transito, nonché al reinsediamento volontario.
Tutte le navi che operano nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non ostacolare le operazioni della Guardia costiera libica.

Era questa la principale richiesta italiana, sostenuta in prima persona dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Sarà una estate rovente, ma sulle migrazioni la Ue ha accolto finalmente le richieste dall'Italia.

Ecco perché Conte si accontenta.

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