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Lunedì 24 Settembre 2018, ore 09.10
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Servono 50 miliardi: investimenti o solo sussidi?

Servono investimenti, non solo reddito di cittadinanza, riforma della Fornero, Flat Tax, pace fiscale...

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

C'è un dilemma di fondo, ancora irrisolto: è meglio investire in opere infrastrutturali e dare corso a commesse pubbliche straordinarie per creare lavoro, come sostiene da sempre il Ministro per gli Affari europei Paolo Savona, oppure distribuire risorse fiscali per garantire assistenza e un reddito minimo a tutti?

Non è sul poco o sul tanto deficit di bilancio che si gioca la partita, ma piuttosto sulla scelta di fondo, tra investire o limitarsi a distribuire sussidi. Il bilanciamento va trovato sulla somme indispensabili per riavviare la crescita, sostenendo contemporaneamente le situazioni di crisi più acuta.

Tutto si decide in questi giorni, dopo le tante promesse fatte in campagna elettorale e gli strappi a ripetizione che si sono consumati nel corso della redazione del Contratto di governo per il cambiamento.

Per chi non lo ricordasse, ad un certo punto delle trattative venne pubblicato un testo in via di elaborazione che conteneva proposte davvero dirompenti, come la richiesta alla BCE di cancellare i titoli del debito pubblico acquistati nel corso del Qe.

Ma intanto, nel corso dell'estate si sono scatenati gli allarmi sui propositi di sforamento del deficit rispetto al percorso di azzeramento già programmato da tempo. Lo spread che ha ricominciato a risalire fino a superare quota 300, mettendo in allarme il Ministro del tesoro Giovanni Tria, che è sempre sceso in campo per tranquillizzare tutti. Gradualità, prudenza, rispetto delle compatibilità: queste le parole d'ordine, ripetute da ultimo anche a Cernobbio, in occasione del Forum Ambrosetti.

Dall'altra parte, i due Vicepresidenti del Consiglio Matteo Salvini e Di Maio tambureggiano: bisogna fare la riforma della legge Fornero, ristabilendo “quota 100” con 62 anni di età come requisito per andare in pensione, bisogna dare corso al reddito di cittadinanza.

E poi, ci sono gli investimenti infrastrutturali: il Ministro per gli Affari Europei Paolo Savona aveva ipotizzato di mettere sul tappeto un ammontare corrispondente all'avanzo della bilancia dei pagamenti correnti: si tratta di rimettere in circolo circa 50 miliardi di euro. Sembra una enormità, ma sarebbe appena una goccia rispetto alle esigenze effettive. Anche qui, le indiscrezioni dicono che la somma ci sarebbe, ma verrebbe "spalmata" su 10 anni. Non c'è dubbio che, nel caso degli investimenti in opere pubbliche, il ritmo dei pagamenti, si protragga su più esercizi a mano a mano che si va avanti con le realizzazioni.

Ma non si tratta solo di fare opera di manutenzione di ponti e strade: servirebbero autobus nuovi per le aziende di trasporto locale, una infinità di carrozze ferroviarie per i pendolari, interventi massicci per il completamento delle fognature e degli impianti di smaltimento, e per la messa in sicurezza antisismica degli edifici.

Non si tratta di sfidare i mercati, e neppure di fare marcia indietro su tutto. Un vero, serio e consistente programma di investimenti sarebbe accolto con grande favore dal mondo imprenditoriale e dal sistema finanziario, perché attiverebbe i meccanismi di crescita. E' meglio assumere personale qualificato nelle PA, con nuovi concorsi per giovani laureati, piuttosto che erogare loro un reddito di cittadinanza. Bisogna spendere in investimenti, non solo in assistenza, anche se serve tempo perché questo processo dia risultati concreti.

Servono Investimenti, non solo Reddito di cittadinanza, riforma della Fornero, Flat Tax, pace fiscale...

Servono 50 miliardi: Investimenti o solo Sussidi?

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