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Sabato 17 Novembre 2018, ore 05.12
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TAV e TAP, sì o no?

Servono davvero, o sono le solite mangiatoie?

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Farsi una idea chiara è davvero difficile, perché gli schieramenti e gli interessi contrapposti sono fortissimi.

Cominciamo con la TAV: collega Torino a Lione. Che avranno a che fare i torinesi con i lionesi? Praticamente niente. Messa così, sarebbe davvero inutile. In realtà, si tratta solo di una tratta di un progetto colossale, il corridoio 5 di comunicazione transeuropea che attraverserà da Est ad Ovest partendo dal Portogallo sull'Atlantico, per arrivare fino a Kiev in Ucraina. Attraversando la Spagna, la parte meridionale della Francia, traversando le Alpi, percorrendo l'intera Pianura Padana dell'Italia fino a Trieste, e poi la Slovenia per raggiungere prima la Ungheria e poi Kiev in Ucraina.

E' un collegamento che va per paralleli terrestri, che crea relazioni nuove. Ha contro molte lobby, quelle che non vogliono uno sviluppo in orizzontale dell'Europa, ma solo connessioni verticali da nord a sud. Non ci sono invece, caso strano, ecologisti che si mobilitano contro il Traforo del Brennero, che migliorerebbe i rapporti commerciali ed industriali tra l'Italia settentrionale, ed in particolare il Veneto, e la Germania meridionale, soprattutto la Baviera. Il Movimento 5 Stelle ora tifa per il blocco del progetto, che sarebbe una inutile mangiatoia.

Collegare con una linea ferroviaria ad alta velocità, e di grande capacità per le merci, il Piemonte, la Lombardia ed il Veneto da una parte alla Francia ed alla Spagna, e dall'altra a tutto l'est europeo, mettendo in pista i porti di Genova e di Trieste, con un sistema che taglia fuori sia la Germania ed il porto di Amburgo, così come l'Olanda ed il porto di Rotterdam, scombussola le convenienze attuali. Costa molti soldi, è vero, ma mette l'Italia al centro di un sistema di collegamenti ferroviari moderni, veloci e convenienti.

C'è poi un secondo aspetto, altrettanto inusuale: non abbiamo mai visto prima d'ora associazioni di ambientalisti che lottano contro le linee ferroviarie. Davvero curioso, questo fatto: dovrebbero chiedere di trasferire su ferrovia tutto il traffico merci eliminando i camion, ed invece si oppongono.

Vale la pena riflettere: l'asse dei paesi europei collegati da nord a sud non vuole avere la concorrenza di un altro asse che si sviluppi da est ad ovest. L'Europa si deve sviluppare secondo “raggi” che partono dal Mare del Nord e dal Baltico, non certo dal Mediterraneo, con Genova e Trieste in prima fila.

La questione della TAP è altrettanto controversa: è un gasdotto che parte dall'Azerbaijan sul Mar Caspio, che attraversa la Grecia e poi l'Adriatico fino alla Puglia, incespica su un tratto ridottissimo denso di uliveti dopo essere arrivata a terra di fronte a Lecce.

Anche qui, il Movimento 5 Stelle è schierato per il blocco dell'opera, che rovina un territorio a vocazione turistica ed agricola di grande rilievo.

Certo è che la questione è davvero strana: visto che a Taranto, sul mare, ci sono le acciaierie dell'Ilva che oggi sono alimentate a carbone con un pesante inquinamento atmosferico, e che poi c'è anche il porto industriale di Brindisi, la logica sarebbe stata di prolungare la tratta a mare fino a questi due snodi produttivi, Taranto e Brindisi. Ci sono state numerose valutazioni di impatto ambientale che hanno considerato queste alternative, ma senza esito positivo. C'è chi parla di acque basse rivierasche, che sarebbero pericolose per il gasdotto in caso di mare ingrossato dallo scirocco ed a causa delle correnti sottomarine che si incuneano verso nord.

La verità è che si tratta di una infrastruttura energetica che riduce la dipendenza dalle altre fonti di gas, a partire da quelle che vengono dall'Algeria e dalla Libia. Anche qui, ci sono interessi formidabili stoot, che verrebbero sacrificati.

Insomma, per la TAV c'è da difendere la integrità del territorio della Val Susa da una ferrovia che collega l'Italia al resto dell'Europa; per la TAP, si tratta di proteggere poche decine di chilometri lineari di uliveti, per una striscia di larghezza irrisoria, da un gasdotto di importanza strategica.

Ci sono interessi enormi sotto, ed usare la scusa dell'ambientalismo per bloccare queste opere infrastrutturali sembra davvero puerile.

Servono davvero, o sono le solite mangiatoie?

TAV e TAP, sì o no?

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