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Mercoledì 13 Novembre 2019, ore 06.37
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Le banche non fanno credito e distruggono il risparmio

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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A scorrere le statistiche bancarie, sembra di leggere i cartoncini ingialliti, attaccati con un chiodo al muro nei negozietti di una volta. Quelli che così intimidivano il cliente:

"Qui non si fa più credito a nessuno. E non cercate lo Sconto: è morto, già da un pezzo".

Nudi e crudi, vi giriamo i numeri del credito in Italia, raccontandovi poi per filo e per segno i danni immensi fatti dal combinato disposto tra:
  1. austerità dei bilanci pubblici imposta con il Fiscal Compact;
  2. politica monetaria espansiva della BCE, fino al punto di penalizzare depositanti ed investitori con tassi negativi;
  3. politica creditizia rigorosa, con il divieto di aiuti di Stato alle banche e la direttiva BRRD sui fallimenti bancari, il cui costo è posto a carico di azionisti, obbligazionisti e depositanti oltre i 100 mila euro.

Cominciamo, dunque, passo passo:
  • in Italia, la raccolta bancaria da clientela residente (escludendo quindi la provvista dall'estero) è passata dai 1.451 miliardi di euro di fine 2017 ai 1.560 miliardi di agosto 2019. "Urca!", esclamerete voi: con ben 109 miliardi di depositi bancari in più, c'è sicuramente più credito per tutti! Ed invece no, neppure per sogno;
  • gli impieghi complessivi a favore delle famiglie e delle imprese non finanziarie sono calati di brutto: dai 1502 miliardi di dicembre 2017 sono arrivati ai 1.430 miliardi di agosto scorso. Sono 72 miliardi di euro in meno, oltre tre punti di PIL in meno in 20 mesi, un deleveraging di oltre 3 miliardi di euro al mese:
  • il paragone con il 2011 è addirittura raccapricciante: il credito al settore privato dell'economia italiana è stato abbattuto di 261,5 miliardi di euro, passando da 1.691,3 a 1.429,8 miliardi: tra i crediti marciti per via della crisi, gli NPL ceduti alla meglio all'esterno per recuperare qualcosa ed i mancati rinnovi, è stata una catastrofe.
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