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Martedì 2 Giugno 2020, ore 02.44
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MES, gli Avvoltoi ringraziano

Un Trattato scritto da chi conosce fin troppo bene i ricatti dei mercati

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Continuano a non raccontare la verità, a non voler ammettere che il nuovo Trattato è pericolosissimo per l'Italia.

Dicono che è stata addirittura una vittoria contro il fronte rigorista, e che in fondo è cambiato ben poco: la valutazione circa la sostenibilità del debito era prevista anche in precedenza, e non c'è nessun automatismo circa la ristrutturazione del debito pubblico.

Nascondono la corda del boia, il fatto che ci sono due sistemi di intervento:
  • il primo tipo di aiuto ha carattere precauzionale, e può essere chiesto dagli Stati sulla base di una semplice Lettera di Intenti. Sono ammessi solo quelli che rientrano nei parametri del Fiscal Compact sul deficit strutturale e sulla riduzione del debito eccedente il 60% del PIL, e che non presentano rischi macroeconomici sulla base dei criteri definiti dalla Unione europea. Ottengono la linea di credito a pronta cassa, perché sono già ritenuti affidabili. Si impegnano, con la richiesta, a rispettare la sostenibilità del debito ed a restituire il prestito ottenuto;
  • il secondo tipo di aiuto ha carattere "rafforzato", e può essere concesso ai Paesi che non rispettano uno o più parametri stabiliti per la ammissibilità alla concessione degli aiuti precauzionali. In questo caso, dopo aver verificato la sostenibilità complessiva del debito, visto che oltre a quello già esistente bisogna aggiungere anche la restituzione del nuovo prestito che viene richiesto al MES. In questo caso, l'aiuto è soggetto ad una serie di severe condizioni: lo Stato richiedente deve firmare un MoU, un Accordo vincolante come quello che fu imposto dalla Troika alla Grecia. In pratica, è una resa incondizionata, con la perdita di qualsiasi autorità in materia fiscale, di spesa, e finanziaria.

Poiché l'Italia non rispetta i requisiti per avvedere agli aiuti precauzionali, è costretta a subire l'esame di sostenibilità del debito. Può darsi che si decida che non è sostenibile, ed allora partono i rimedi: una patrimoniale notturna, con il congelamento delle disponibilità sui conti correnti, sui conti di deposito, sui conti di gestione dei titoli. Ipoteche legali sulle case, e così via. E' una misura cautelativa, in vista del prelievo di almeno 500 miliardi di euro, che va fatta per evitare che si facciano trasferimenti di fondi all'estero o che si trasformino i depositi in assegni circolari. Questo prelievo patrimoniale sui cittadini italiani servirà a ridurre il debito in circolazione: con l'incasso prelevato, si chiamano all'asta le singole emissioni, e si comincia a rimborsare.
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