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Sabato 28 Marzo 2020, ore 19.43
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L'Italia si conferma in deflazione. Cresce l'allarme prezzi in Eurozona

Economia, Macroeconomia ·
(Teleborsa) - Nessun segnale di ripresa dal fronte prezzi in Italia, che si conferma così in piena deflazione.
Secondo i dati definitivi comunicati dall'ISTAT, a settembre, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, è sceso dello 0,4% su base mensile e dello 0,2% su base annua. In quest'ultimo caso la stima provvisoria indicava una discesa più contenuta, pari al -0,1%.

La maggiore flessione su base annua è principalmente dovuta all'accentuarsi del calo dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati e al rallentamento della crescita annua dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, spiega l'Ufficio Nazionale di Statistica.

L'inflazione di fondo scende quindi a +0,4% (da +0,5% del mese precedente), al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, e a +0,3% (da +0,4% di agosto), al netto dei soli beni energetici mentre l'inflazione acquisita per il 2014 rallenta allo 0,2% dallo 0,4% di agosto.

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, anche noti come carrello della spesa, risultano stabili in termini sia congiunturali sia tendenziali (la crescita annua ad agosto era +0,2%).

L'Italia non è l'unico Paese dell'Eurozona ad essere minacciato dalla deflazione. Stamane anche da Francia e Spagna sono giunti segnali di rallentamento dei prezzi.

Questo potrebbe indurre la Banca Centrale Europea ad introdurre nuovi stimoli, anche se per farlo dovrà superare le resistenze della Germania.

Qualche giorno fa Fitch aveva lanciato un allarme sui rischi della deflazione.
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