Polemiche nel Governo sulle grandi navi a Venezia
Ira di Salvini per i ritardi nella soluzione alternativa al passaggio nel canale della Giudecca, teatro della collisione tra la MSC Opera e un battello turistico. Bersaglio Toninelli che promette di risolvere entro giugno. Dalla città lagunare la richiesta di accelerare i tempi
(Teleborsa) - Non bastasse il nodo dei rapporti con la UE sui conti pubblici, la disputa tra esponenti del governo si è allargata alle cause dell’incidente nelle acque di Venezia che ha coinvolto una nave da crociera.
«Mi risulta che una soluzione per evitare problemi come quello dell'incidente tra le navi a Venezia era stata elaborata già dall'anno scorso, con l'allargamento di un canale e una parte delle navi a Porto Marghera, ma tutto ciò è bloccato da mesi perché è arrivato un "no" da un ministero romano, e non è un ministero della Lega» - ha detto il vicepremier Matteo Salvini parlando a Tivoli. Chiaro il riferimento al leader del Carroccio al ministero dei Trasporti, a cui si sono rivolti con una nota il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, e l’on. Ketty Fogliani, veneziana e componente la Commissione Trasporti in quota Lega. I due deputati scrivono che «il piano alternativo per tutelare la laguna, il turismo e soprattutto le persone dai rischi di incidenti nel porto di Venezia causati dal passaggio delle grandi navi era già pronto dallo scorso novembre. Peccato che sia stata bloccato subito dal Mit e che in tutti questi mesi il ministro Toninelli non abbia più preso una decisione definitiva limitandosi all’ipotesi, assurda per molti, di far attraccare le navi a Chioggia, ossia in mare aperto».
La risposta di Toninelli arriva via twitter: «L'incidente di oggi al porto di Venezia dimostra che le grandi navi non devono più passare dalla Giudecca. Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva per tutelare sia la laguna che il turismo», scrive il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quale garantisce di definire un provvedimento entro giugno. Ma ciò non basta a frenare le polemiche.
Intanto, nel pomeriggio, nella prefettura di Venezia si è svolta una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, alla presenza del sindaco di Venezia e della Città metropolitana, dei vertici delle Forze dell’Ordine, dei rappresentanti del Comune di Venezia, dell’Autorità di sistema portuale, della Capitaneria di Porto, della Polizia di Frontiera, Marittima e Aerea e dei Vigili del fuoco. I presenti – si legge in una nota del Comune di Venezia - sono stati concordi nel convenire che si rende necessario intervenire con misure urgenti, anche alla luce del verbale del Comitato del 7 novembre 2017, in cui veniva condivisa la volontà di superare definitivamente il problema del transito delle Grandi navi nel Bacino di San Marco e nel canale della Giudecca, mantenendo la centralità dell’esistente Stazione Marittima e prevedendo anche, nel breve e medio periodo, l’adeguamento del canale Vittorio Emanuele III, utilizzando la bocca di porto di Malamocco.
A tal fine, è stato condiviso di rivolgere al Provveditorato alle Opere Pubbliche, ex Magistrato alle Acque, la richiesta di procedere alla celere definizione del nuovo “Protocollo fanghi”, così da poter sbloccare, il prima possibile, i lavori di carotaggio e dragaggio del Vittorio Emanuele III, secondo le recenti direttive della Comunità Europea. Contestualmente, è stato chiesto alla Capitaneria di Porto uno studio sul numero delle navi che, in ragione del loro pescaggio e della profondità del canale, potrebbero da subito transitare lungo il Vittorio Emanuele III, al fine di deviare, in tempi ristretti, almeno parzialmente, il traffico programmato per la stagione in corso.
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