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Sabato 24 Agosto 2019, ore 09.37
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Di Maio: "Salario minimo e riduzione del cuneo fiscale entro fine anno"

Il vicepremier punta il dito contro il bollo auto: "Con l'abbassamento dello spread possiamo eliminare quell'odiosa tassa"

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Salario minimo orario e riduzione del cuneo fiscale entro l'anno, oltre all'eliminazione o decurtazione della "odiosa tassa" del bollo auto. Sono le promesse rilanciate dal vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio dallo studio di Unomattina.

Secondo Di Maio, il salario minimo "è un tema europeo e italiano, dobbiamo mettere fuori gioco gli stipendi da 2, 3 euro l'ora". Per farlo, assicura il ministro "entro fine anno" ci sarà "la riduzione del cuneo fiscale, così che gli imprenditori paghino meno tasse e possano aumentare aumentare gli stipendi".

È stato proprio il tema del salario minimo, oltre all'impegno sui migranti e quello a rivedere le regole UE di bilancio, "il motivo per cui abbiamo votato Ursula Von der Leyen presidente della Commissione UE", ha specificato il ministro che ha poi rilanciato il tema del bollo auto.

"Visto che lo spread si è abbassato si possono recuperare risorse per incominciare a eliminare quella tassa odiosa del bollo auto. Il nostro obiettivo entro fine anno è di avere una consistente riduzione o abolire davvero il bollo auto - ha proseguito - Entro fine anno voglio trovare i soldi per permettere ai cittadini che acquistano un'auto per la famiglia, che mi auguro sempre più ecologica, che possa essere meno tassata".

In merito alla possibilità di una crisi di governo, paventata dall'alleato Matteo Salvini dopo il voto a Von der Leyen e il caso fondi russi alla Lega, Di Maio ha dichiarato di essere "sicuro dell'esecutivo. Ritengo ingiusto che ogni giorno si minacci una crisi di governo. Dal mio punto di vista ci sono delle riforme che si devono fare", aggiungendo, sulla possibilità di un'alleanza con i dem, che "col PD non voglio averci nulla a che fare".

Sul caso Russia-Savoini ha infine rilevato che "se avessi il minimo sospetto che la Lega ha preso soldi dalla Russia non starei al governo con loro", sottolineando che "il tema è che se il Parlamento chiede un'audizione è giusto che quella persona (cioè Matteo Salvini, ndr) vada in Parlamento".

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