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Domenica 22 Settembre 2019, ore 15.58
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Ipcc: "Riscaldamento globale aumenterà guerre e migrazioni"

Il rapporto del comitato scientifico dell'Onu mette in guardia sui rischi dell'innalzamento delle temperature che colpiranno Asia e Africa ma anche il Mediterraneo

Ambiente, Economia ·
(Teleborsa) - Il riscaldamento globale produrrà sempre più guerre, fame e migrazioni, facendone pagare le conseguenze soprattutto alle popolazioni più povere di Africa e Asia, ma mettendo a rischio anche il bacino del Mediterraneo.

È l'allarme lanciato dal rapporto "Cambiamento climatico e territorio" del comitato scientifico dell'Onu sul clima, l'Ipcc, realizzato da 66 ricercatori da tutto il mondo, compresa l'italiana Angela Morelli.

I dati indicano infatti che l'innalzamento delle temperature farà aumentare la siccità e le piogge estreme in tutto il mondo, pregiudicando la produzione agricola e la sicurezza delle forniture alimentari.

L'Ipcc aveva già avvertito delle nefaste conseguenze del riscaldamento globale sulla vita umana già nel precedente rapporto del 2018, ricordando che senza il taglio delle emissioni, già nel 2030 si potrebbe superare la soglia di +1,5 gradi dai livelli pre-industriali.

Oggi però i rischi di "scarsità d'acqua, incendi, degrado del permafrost e instabilità nella fornitura di cibo" sono passati da "alti" a "molto alti" anche solo rispettando gli accordi di Parigi che prevedono di non superare la soglia dei 2 gradi, obiettivo minimo della Cop21.

Secondo lo studio, nel 21° secolo l'aumento delle temperature, la frequenza, l'intensità e la durata degli eventi legati al caldo, comprese le ondate di calore, continueranno a crescere, portando a siccità più frequenti e intense in particolare nella regione del Mediterraneo e dell'Africa meridionale.

Asia e Africa, precisa lo studio, saranno colpite soprattutto dall'aumento della desertificazione, mentre Nord America, Sud America, Mediterraneo, Africa meridionale e Asia centrale vedranno aumentare gli incendi.

"I cambiamenti climatici possono amplificare le migrazioni sia all'interno dei paesi che fra un paese e l'altro. Eventi atmosferici estremi possono portare alla rottura della catena alimentare, minacciare il tenore di vita, esacerbare i conflitti e costringere la gente a migrare. Il cambiamento climatico inoltre aumenterà gli impatti economici negativi della gestione non sostenibile del territorio", si legge nel rapporto.

Per ridurre i rischi, sottolineano gli studiosi dell'Ipcc, è quindi necessario avere una produzione di cibo e una gestione delle foreste e del carbonio organico nel suolo che siano sostenibili, garantire la conservazione degli ecosistemi, il ripristino del territorio e ridurre la deforestazione e lo spreco di cibo.


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