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Mercoledì 19 Febbraio 2020, ore 07.23
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Agcom, entro 2025 il volume dei dati arriverà a 163 zettabyte

Decuplicato il volume dei dati dal 2011 al 2018 che ha chiuso a quota 28 zettabyte (ZB) cioè 28 trilioni di gigabyte

Economia, Scienza e tecnologia ·
(Teleborsa) - Aumento esponenziale dei dati nel mondo con un volume complessivo che entro il 2025 potrebbe raggiungere i 163 zettabyte, cioè 163 trilioni di gigabyte, e che già ora ha visto decuplicare i dati totali dal 2011 al 2018.

È il dato che emerge dal rapporto sui Big Data di Agcom, Antitrust e Garante della Privacy: l'analisi ha infatti conteggiato per il 2018 un volume totale di dati creati nel mondo di 28 zettabyte (ZB), che corrispondono a 28 trilioni di gigabyte, ovvero qualcosa come 7mila miliardi di Dvd, con un aumento di oltre dieci volte rispetto al 2011.

La causa principale di questo processo di generazione di dati è internet: secondo il report, in un minuto sul web vengono generati 44 milioni messaggi, 2,3 milioni di ricerche su Google, 3 milioni di "mi piace" e 3 milioni di condivisioni su Facebook, e 2,7 milioni i download da YouTube.

Questi numeri, sottolinea il rapporto, evidenziano la necessità di leggere il dato anche come bene economico e di tutelarlo come diritto fondamentale della persona anche in vista di un'ulteriore accelerazione che arriverà con la connessione tra oggetti e le applicazioni 5G.

Tra le sfide da affrontare ci sarà dunque quella relativa all'impatto della profilazione algoritmica e delle piattaforme online sul grado di concorrenza in vecchi e in nuovi mercati rilevanti; l'effetto del programmatic advertising (la pubblicità su misura dell'utente) sulla qualità dell'informazione e sulle modalità di diffusione e acquisizione della stessa; la tutela e la promozione del pluralismo online in un contesto informativo esposto a strategie di disinformazione e di hatespeech.

A ciò si aggiungerà la necessità di garantire trasparenza e scelte effettive al consumatore, con particolare attenzione alla tutela dei minori, in relazione alla consenso circa l'uso del proprio dato; la protezione del dato personale anche in ambiti non attualmente coperti dal Gdpr (il regolamento europeo di protezione dei dati personali) e infine la definizione di politiche di educazione in relazione all'uso del dato.
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