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Martedì 18 Febbraio 2020, ore 20.50
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Commissione UE, rivede al ribasso PIL Italia. Gentiloni: rallentamento più accentuato

Per il commissario agli affari economici "l'economia europea continua a mostrare resilienza verso l'ambiente esterno impegnativo, la crescita lenta continua guidata dalla domanda interna" e si tratta "dell'espansione più lunga all'introduzione dell'euro nel 1999"

Economia ·
(Teleborsa) - La crescita del PIL in Italia dovrebbe attestarsi sullo 0,3% nel 2020 secondo le previsioni economiche fornite dalla Commissione europea che stima poi una leggera ripresa nel 2021, con la crescita allo 0,6%. A novembre scorso la stima era di 0,4% e 0,7%.

"In base ai dati trimestrali - si legge nelle previsioni - l'economia italiana è cresciuta dello 0,2% nel 2019. Dopo quattro trimestri di attività economica in lenta crescita, il PIL reale del Belpaese è diminuito dello 0,3% nell'ultimo trimestre, secondo le stime preliminari dell'Istat". Inoltre Bruxelles segnala che "i rischi al ribasso sulla prospettiva di crescita restano pronunciati".

La Commissione europea nelle sue previsioni economiche d'inverno – pur lasciando invariate rispettivamente a +1,2% e +1,4% le stime di crescita 2020-2021 per la zona euro e per la UE 27 – definisce l'epidemia del Coronavirus e il suo impatto sulla sanità, le vite umane e l'attività economica "una fonte di crescente preoccupazione" che lascia le prospettive "ancorate al ribasso".

Se per ora si vedono effetti globali "limitati", per Bruxelles più a lungo dura l'epidemia più le sue conseguenze "impatteranno su sentimento economico e condizioni globali di finanziamento".

Per il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni "l'economia europea continua a mostrare resilienza verso l'ambiente esterno impegnativo, la crescita lenta continua guidata dalla domanda interna" e si tratta "dell'espansione più lunga all'introduzione dell'euro nel 1999", mentre parla di un "rallentamento più accentuato in Italia". Il Paese risente come altri di alcuni fattori esterni, in particolare su industria e export, ma ci sarà bisogno di lavorare molto. "Sono certo che il governo instaurerà un dialogo con la Commissione perché questo lavoro vada nella giusta direzione".

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