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Istat, l'export dell'Italia si conferma in deciso recupero a giugno

Economia, Macroeconomia ·
(Teleborsa) - Si consolida la crescita dell'export italiano a giugno anche se il pesante calo registrato ad aprile continua a pesare sulla performance del trimestre. L’interscambio con i paesi extra Ue27 , un marcato aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le importazioni (+20%) che per le esportazioni (+14,9%).

Lo rileva l'Istat, che stima un saldo commerciale in surplus per 4.436 milioni di euro, a fronte dei + 4.994 milioni di giugno 2019. Diminuisce in particolare l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da + 8.299 milioni per giugno 2019 a +6.015 milioni per giugno 2020).

Il forte incremento su base mensile dell’export è dovuto soprattutto agli aumenti delle vendite di beni di consumo durevoli (+43,3%), beni strumentali (+24,9%) e beni intermedi (+11,1%).

Per quanto riguarda l’import, l’incremento è determinato principalmente da energia (+41,5%), beni strumentali (+32,1%) e beni di consumo non durevoli (+16,6%). Elevato l’aumento per beni di consumo durevoli (+59,2%), che, tuttavia, spiega solo per 1,5 punti percentuali il rialzo congiunturale dell’import.

Il trimestre resta in rosso

Nel secondo trimestre 2020, nonostante la crescita a maggio e a giugno, la dinamica congiunturale dell’export è ampiamente negativa (-28,1%), per il forte calo registrato ad aprile ed è sintesi di flessioni che interessano tutti i raggruppamenti principali di industrie, le piu accentuate per energia (-56,0%), beni di consumo durevoli (-46,5%) e beni strumentali (-33,5%).

Nello stesso periodo, il calo congiunturale dell’import (-20,3%) riguarda quasi tutti i raggruppamenti ed è più ampio per energia (-50,5%), beni di consumo durevoli (-38,1%). In lieve aumento gli acquisti di beni di consumo non durevoli (+2,0%).

Ancora lontani i livelli del 2019

L'export segna una flessione su base annua ancora marcata (-15,6%) ma in decisa e progressiva attenuazione (-31,5% a maggio; -44,0% ad aprile). La contrazione, generalizzata, è più ampia per energia (-53,5%), beni di consumo durevoli (-24,6%) e beni di consumo non durevoli (-17,1%). L’export è in forte calo sopratutto verso paesi MERCOSUR (-32,7%), paesi ASEAN (-23,3%) e Stati Uniti (-22,4%).

Le importazioni registrano una flessione tendenziale più accentuata (-17%), con forti cali per quasi tutti i raggruppamenti, i maggiori per energia (-52,4%) e beni di consumo durevoli (-22,9%). Aumentano su base annua gli acquisti di beni di consumo non durevoli (+9,9%).Gli acquisti da paesi OPEC (-47,2%), Russia (-41,5%), paesi ASEAN (-22,1%) e Turchia (-21,2%) registrano flessioni tendenziali molto più ampie della media delle importazioni dai paesi extra Ue27. In deciso aumento gli acquisti dalla Cina (+24,3%).

Escludendo il Regno Unito

Al netto del Regno Unito, il saldo commerciale è pari a +3.568 milioni. L’export aumenta del 15,4% su base mensile e segna un diminuzione del 15,4% su base annua. L’import registra un forte aumento del 18,5% sul mese e un’ampia flessione del 17,6% sull’anno.
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