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Eurozona, servizi di nuovo in difficoltà. Non esclusa nuova frenata

Economia, Macroeconomia ·
(Teleborsa) - L'economia dell'Eurozona rallenta il passo, a causa della decelerazione del settore dei servizi, che controbilancia la crescita del manifatturiero, alzando le probabilità di una nuova contrazione dell'attività. Lo confermano gli ultimi dati del PMI dei servizi pubblicati da Markit, che sintetizzano le aspettative dei direttori acquisto delle aziende del terziario.



A ottobre l'indice PMI dei servizi dell'Eurozona è sceso a 46,9 punti dai 48 punti di agosto, ma risulta superiore ai 47,6 punti del consensus. Il PMI composito, che incorpora anche il dato del manifatturiero, si attesta così a 50 punti, sulla soglia di galleggiamento, rispetto ai 50,4 precedenti, ma supera i 49,4 del consensus.

L'Italia vede il PMI dei servizi frenare a 46,7 punti dai 48,8 precedenti, sotto le attese (47 punti), e quello composito scendere a 49,2 da 50,4. La Francia registra un decremento del PMI servizi a 46,5 da 47,5, in linea con il consensus, e del composito a 47,5 da 48,5 (consensus 47,3). La Germania vede calare il PMI servizi a 49,5 da 50,6, meglio del consensus (48,9), mentre il composito si rafforza a 55 da 54,7 (atteso 54,5). Infine, la Spagna segnala un PMI servizi in peggioramento a 41,4 da 42,4, ma fa meglio delle attese (40 punti).

"Con la reintroduzione delle misure di contenimento messe in atto per fronteggiare la seconda ondata di infezione da Covid-19, la ripresa economica dell’eurozona segna uno stallo", spiega Chris Williamson, capo economista di IHS Markit, cnfermando che a sentire di pèiù degli effetti dlela pandemia è il terziario, più a contatto con i clienti.

"Con l’inasprimento delle misure di contenimento, sta diventando sempre più arduo prevedere che l’economia dell’eurozona possa eludere un ritorno alla contrazione, soprattutto perché molti sono i paesi che già mostrano un secondo declino, inclusa la Francia, l’Italia e la Spagna", ha concluso l'economista, avvertendo che "le prospettive sembrano diventare sempre più cupe".

(Foto: Christophe Maout - © Unione Europea)
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