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Snam, Alverà: "Net Zero, sfida globale senza precedenti. Noi abilitatori transizione"

Nel futuro dell'azienda più idrogeno verde, decarbonizzazione ma anche un possibile aumento dei dividendi per gli azionisti

Economia, Energia ·
(Teleborsa) - Parola d'ordine Net Zero. Questo nell'attuale scenario il target principale della strategia di Snam. "Snam è fortemente impegnata ad azzerare le emissioni e a mantenere una leadership negli Esg– ha affermato l'amministratore delegato della società Marco Alverà nel corso della conferenza stampa sul nuovo piano industriale 2020-24 –. Il mondo sta arrivando a Net Zero, più del 50% delle emissioni sono in Paesi che hanno annunciato o stanno annunciando impegni per arrivare a questo obiettivo. Questo richiederà l'investimento di ingenti quantità di risorse per le infrastrutture: una somma stimata tra i 100 e 150 trilioni di dollari. Si tratta dunque di una sfida senza precedenti. In questo contesto come Snam rimarremo sempre fortemente ancorati alle nostre radici di midstreamer".



"Snam – ha proseguito Alverà – è idealmente posizionata per partecipare alla transizione energetica, come leader in alcuni settori. Abbiamo una forte attività core in crescita dove la nostra infrastruttura gas, come sottolineato dall'Ue, è considerata l'infrastruttura del futuro. Abbiamo competenze tecniche ed esecutive che pochi possono vantare nel settore e il Tap ne è un esempio. Abbiamo, inoltre, un'attenta disciplina finanziaria che ci consentirà di finanziare le opportunità che vediamo e di pagare generosi dividendi con una politica dei dividendi molto attrattiva per i nostri investitori". E sul fronte dei dividendi Alverà ha annunciato che Snam prevede la "possibilità di aumentare i dividendi se cose fuori piano legate a maggiori sussidi all'idrogeno e a maggiori sussidi sulla Rab potranno essere accelerate".

Sul fronte dell'idrogeno Alverà ha detto di aspettarsi incentivi alla produzione, con l'idrogeno verde, ma anche al consumo a prescindere dal colore. "Mi aspetto che arriveranno degli incentivi per convertire chi oggi consuma carbone per passare all'idrogeno. Incentivi alla produzione di idrogeno verde, e ulteriori per supportare la produzione di elettrolizzatori, ma anche degli incentivi per convertire chi oggi consuma carbone nelle acciaierie, come ad esempio in Germania. In Germania non ci sarà distinzione tra idrogeno blu e idrogeno verde e lo stesso farà l'Inghilterra. A livello di produzione sarà incentivato in Italia e in Europa soprattuto l'idrogeno verde mentre a livello di industria sarà incentivato l'idrogeno di qualsiasi colore. Paesi come la Germania – ha spiegato Alverà –, che devono uscire in modo simultaneo e accelerato sia dal carbone che dal nucleare e non hanno abbastanza idrogeno per soddisfare le loro esigenze, dovranno importarne grossi quantitativi: il blu dall'est, in particolare dalla Russia, e il verde auspicabilmente dall'Italia considerando il fatto che costa un decimo trasportare l'idrogeno attraverso tubo piuttosto che via nave".

Rispondendo a una domanda durante il Q&A, Alverà si è soffermato sul memorandum con Fs sui treni a idrogeno. "Con Ferrovie – ha spiegato – stiamo lavorando molto bene, abbiamo sottoscritto un protocollo e abbiamo proposto di inserirlo nel progetto Recovery fund. Penso avremo i primi treni funzionanti in 3-4 anni e sarebbe un primato. Siamo la prima azienda a fare accordi sia con chi ha la rete sia con chi fa i treni". Inoltre l'ad ha spiegato che Snam sta "lavorando con Enel ed Eni" in linea con un modello di business "aperto sui progetti". "In Italia vedo prevalentemente idrogeno verde fatto prevalentemente da rinnovabili e blu per far partire il mercato come sta facendo la Germania".

A livello nazionale l'ad di Snam ha annunciato novità sul processo di metanizzazione della Sardegna. "Siamo finalmente in grado di dire che si parte con gli investimenti in Sardegna, che potrà dire addio finalmente al Gpl e guardare al metano come fonte pulita e meno costosa, e in prospettiva anche all'idrogeno, perché la Sardegna ha una grande possibilità sulle rinnovabili" ha detto Alverà. Rispetto alle modalità di trasporto del metano l'Ad ha detto che è allo studio un sistema di "bettoline per il trasporto a depositi costieri, collegati con piccole reti per utilizzi locali". Per le aree remote non è, invece, escluso "l'uso di autobotti".

Parlando di acquisizioni e sinergie Alverà ha illustrato l'approccio di Snam. "Chi fa grande M&A in passato ha distrutto valore. Sono convinto che non ci siano grandi sinergie nel mondo delle utilities. A noi – ha affermato l'Ad – piace molto questo modello che stiamo portato avanti in cui abbiamo comprato quote di aziende che ci stanno dando una crescita importante e valori per i nostri azionisti in Italia e all'estero. Questo è il tipo di crescita che ci piace, acquisizioni piccole in cui esistono sinergie. Siamo aperti e molto interessati a guardare a questo tipo di opportunità". A tal proposito Alverà ha ricordato il recente accordo con la De Nora azienda che produce elettrolizzatori spiegando come "non sarà il nostro core business produrre elettrolizzatori ma ci dà accesso a una tecnologia importante per aumentare la quantità di idrogeno che passa nei nostri tubi. "Snam – ha aggiunto – sta diventando il Tso più avanzato al mondo dal punto di vista tecnologico". All'orizzonte potrebbe esserci un accordo con Terna. "Vediamo importanti sinergie con Terna che – ha annunciato Alverà – stiamo cogliendo a livello operativo sugli scenari gas-elettrici, sulle tecnologie di gestione della rete e nel 'sector coupling' (integrazione di energia, ndr) dove le nostre centrali ibride daranno grande resilienza a Terna e viceversa". Ancora nulla di concreto, invece, riguardo al settore idrico. "C'è una gara nel Sud Italia (per le perdite dell'Acquedotto Pugliese, ndr) – ha detto Alverà – a cui partecipiamo da soli e stiamo parlando con Terna sul tema idrico in generale. Alverà ha citato anche Enel ed Eni con cui Snam "sta lavorando per gestire progetti" che riguardano l'idrogeno. "Vedo un'Europa di diversi colori, in Italia – ha affermato – ci sarà soprattutto idrogeno verde".

Utile esempio di collaborazione tra diversi operatori per Alverà è rappresentato dal Gasdotto Transadriatico (Tap), di cui Snam possiede una quota del 20%, che – ha sottolineato l'Ad – "ha avuto il merito di rendere per la prima volta il gas in Italia meno caro che nel Nord Europa". Tap – ha aggiunto Alverà – "è un esempio di collaborazione tra 6 soci diversi in un unico progetto. Si tratta di un modello di successo che avrà modo di trasferirsi dal settore Oil & Gas a quello delle Utility, in cui c'è meno propensione a collaborare".





































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