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FED, non è (ancora) tempo di Tapering

Riflettori puntati sulla conferenza di Jackson Hole

Economia, Finanza ·
(Teleborsa) - Si diradano pian piano i nuvoloni sul futuro dell’economia statunitense, ma è ancora presto per parlare di tapering. Questo il messaggio ribadito dal Presidente Powell nel corso della conferenza stampa di rito, mettendo così a tacere alcuni voci circolate con una certa insistenza. Probabile che ci voglia un po’ di tempo prima che la soglia di ulteriori progressi sostanziali sia raggiunta e il tapering possa iniziare.




Lo scorso 28 aprile lo statement del FOMC, il Comitato di politica monetaria della banca centrale americana, ha confermato i tassi sui Fed funds ai minimi storici, in un range compreso fra lo zero e lo 0,25%. Reiterato anche il piano di quantitative easing, che proseguirà ad un ritmo di 120 miliardi di dollari al mese , di cui 80 miliardi in Treasuries e circa 40 mniliardi in ABS.

Confermata, dunque, da parte della Federel Reserve una politica monetaria accomodante e, al contempo, ribadito "l'impegno ad utilizzare la gamma completa di strumenti per sostenere l'economia degli Stati Uniti in questo momento difficile, promuovendo in tal modo i suoi obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi".

Rilevante però nella dichiarazione post-meeting all’aggiornamento della posizione della Fed sulle prospettive di rischio connesse alla pandemia, la rimozione del riferimento ai "considerevoli rischi" pur sottolineando come i rischi "permangano".

Secondo diversi analisti potrebbe essere la conferenza di Jackson Hole a fine agosto o la riunione di settembre la giusta occasione per avviare la discussione su tempi e modalità per rallentare il ritmo degli acquisti di asset. Sempre ammesso che - nel frattempo - tutto fili liscio.
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